Gorizia, manifestazione contro la riapertura del Cie

L’associazione Tenda per la Pace e i Diritti ha promosso una manifestazione ieri in Piazza Vittoria a Gorizia, insieme con l’associazione Casa delle Culture di Trieste, per opporsi alla possibile riapertura del Cie di Gradisca.
“I Cie sono luoghi di morte: nessun centro di identificazione, né in Friuli Venezia Giulia, né altrove!”, hanno detto gli organizzatori.
All’iniziativa hanno partecipato poco più di un centinaio di persone, secondo quanto scrive Umanità Nova.
I manifestanti hanno letto i nomi degli stranieri che sono morti nei Cie nel corso degli anni, tra cui quello di Majid, morto dopo otto mesi di coma per essere rimasto ferito nel corso di una rivolta con tentativo di evasione nel Cie di Gradisca.
Alcune foto del presidio sono state postate sulla pagina Facebook dell’associazione, mentre i siti di informazione se ne sono occupati a malapena.
Comunque la polemica politica sui Cie infuria, dopo la proposta del ministro di aprirne uno per ogni regione. La presidente Debora Serracchiani si è detta contraria alla riapertura del Cie friulano, nonostante stia chiedendo con forza maggiori espulsioni.
L’assessore regionale all’immigrazione ha ricordato che quando era aperto il centro di espulsione di Gradisca i tempi necessari per il rimpatrio non erano affatto più rapidi.
“Nel Cie gli immigrati sono costretti ad un regime di quasi detenzione, ma non hanno commesso reati”, dice l’assessore, senza commentare il fatto che il Ministro dell’Interno ha detto categoricamente che nei nuovi Cie non verranno rinchiusi gli stranieri innocui, tipo le badanti, ma solo quelli pericolosi socialmente, come ladri e spacciatori.
La Serracchiani comunque non sembra opporsi necessariamente al progetto di Minniti: si dice “assolutamente contraria a Cie così come li abbiamo conosciuti a Gradisca”, ma in alcune dichiarazioni riconosce che il Ministro “ha in mente un altro tipo di struttura, diversa dai Cie”, con una “diversa mission”. A breve i due si dovrebbero incontrare per discutere meglio la questione.
Secondo il Piccolo la Serracchiani ha riconosciuto tutti i limiti del centro di espulsione di Gradisca concludendo: “Ritentare un esperimento fallito mi sembra un azzardo inutile”.
Il sito riporta anche un’altra dichiarazione dell’assessore, che dice: “Non puoi tenere esseri umani nel nulla in attesa del nulla. Il Ministero deve trovare centri in cui mettere queste persone e separarle dai ‘buoni'”. Il sito non spiega che cosa intendeva il politico dicendo “queste persone”. Se si riferiva a chi a commesso reati, in breve finirà sulle stesse posizioni di Minniti, che intende i Cie come luoghi in cui rinchiudere gli stranieri pericolosi per separarli da tutti gli altri. O almeno così dice.
Il Cie di Gradisca al momento è usato come estensione del vicino Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo. Prima di poterlo ripristinare, bisognerebbe trovare una nuova sistemazione per gli stranieri attualmente ospitati.
Lega e Forza Italia sono favorevoli alla riapertura dei Cie, ben al di là delle intenzioni di Minniti. Il sindaco di Gradisca è invece contraria.
A suo dire, il Cie a Gradisca “non ha risposto né alle esigenze di sicurezza dei cittadini italiani, né alla necessità di garantire il rispetto dei diritti delle persone trattenute”.
Il capogruppo Pd in consiglio regionale si è detto contrario alla riapertura del Cie, ma favorevole all’aumento degli allontanamenti. (Come dire: la botte piena e la moglie ubriaca).

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