Rivolta al centro di accoglienza di Cona

Una venticinquenne originaria della Costa d’Avorio è morta ieri al centro di accoglienza per migranti di Cona, vicino Venezia.
Si dice che stesse male da giorni, tossiva, aveva la febbre. Si è poi sentita male in bagno, l’ha tirata fuori il fidanzato sfondando la porta.
Secondo gli operatori del 118 i soccorsi sono stati tempestivi, ma i migranti non dicono la stessa cosa. E comunque: “Questo non è un posto dove ospitare delle donne”, sostiene il fidanzato.
Per accertare i fatti la procura di Venezia ha aperto un fascicolo, nelle prossime ore è prevista l’autopsia.
Al centro ci sono stati attimi di tensione. Gli operatori si sono dovuti barricare nei loro uffici, mentre da fuori qualcuno prendeva a pugni le porte, agitando delle spranghe.
Per ore le forze dell’ordine hanno condotto una mediazione. A tarda notte gli operatori sono stati tirati fuori. Alcuni sono così spaventati che hanno annunciato che non torneranno al lavoro, almeno per oggi.
Intanto anche in Veneto si torna a parlare di centri di espulsione, dopo le indiscrezioni di Capodanno secondo cui si starebbe per aprire un Cie in ogni regione.
L’Arena riporta le dichiarazioni del Prefetto di Verona, favorevole all’iniziativa: “L’importante è che vengano aperti i Cie … perché dobbiamo sapere dove portare le persone fermate … Da sempre sostengo che chi delinque deve lasciare il nostro paese. Qui stiamo parlando di clandestini, non di richiedenti asilo.”
Di aprire un Cie in Veneto si era parlato già alcuni anni fa, quando il ministro dell’Interno era Maroni. Il progetto venne abbandonato visto che c’erano forti proteste in ogni città nella quale le voci dicevano sarebbe stato aperto il centro di espulsione.
In questi giorni non è stata ancora avanzata nessuna candidatura.
Secondo l’Arena “A oggi in Italia i Cie sono a Torino, Roma, Bari, Caltanissetta e Trapani, dei quali soltanto quattro quelli funzionanti”.
Ma il Tg1 tre giorni fa ha detto che i quattro Cie aperti sarebbero quello di Roma, Caltanissetta, Torino e Brindisi.
C’è qualche discrepanza. A quanto ne sappiamo il Cie di Trapani è stato riconvertito in hotspot da almeno 12 mesi. A settembre 2015 i Cie di Brindisi e Crotone sarebbero tornati in funzione dopo una lunga pausa. La lista fornita dall’Arena era forse attuale nel 2014. In realtà nessuno ha le idee chiare su quali e quanti siano i Cie aperti in questo momento in Italia (tra gli addetti ai lavori si dice che sono sei…).
“Il tempo di permanenza in un Cie è al massimo di 18 mesi. Mica poco”, scrive l’Arena. Evidentemente nessuno li ha avvisati che da ottobre 2014 il periodo massimo di trattenimento degli stranieri all’interno dei Cie è stato ridotto a novanta giorni da un emendamento proposto dai senatori Manconi e Lo Giudice. Più di due anni fa.
Nel 2015 la permananza media nei Cie era di 25 giorni.

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