Rai: in Italia 4 Cie. Serracchiani: sintonia con Minniti

I telegiornali della Rai di ieri sera hanno affermato che i Centri di Identificazione ed Espulsione aperti sul territorio italiano sono soltanto quattro: “Roma, Caltanissetta, Torino e Brindisi”, con 360 posti disponibili su 1600 previsti.
Ne mancano due rispetto alla situazione descritta dalla Commissione Diritti Umani del Senato a gennaio dell’anno scorso, e che molti sul web danno ancora per buona: quelli di Bari e Crotone. Sono stati chiusi negli ultimi 12 mesi senza nessun clamore? O la lista usata dal Tg1 è incompleta?
Nei giorni scorsi il Messaggero ha scritto che i Cie aperti erano cinque. Includeva però anche quello di Trapani, che sappiamo essere stato riconvertito ad hotspot da almeno 12 mesi, e scriveva Bari anziché Brindisi.
Insomma, circolano tre cifre diverse: quattro, cinque o sei Cie aperti.
E anche sulla capienza i numeri sono abbastanza ballerini. I Tg della Rai parlano di 1600 posti previsti, quando il rapporto della Commissione Diritti Umani parlava di una capienza teorica di 1195 posti, includendo anche tre centri (Milano, Gorizia e Bologna) che erano già chiusi all’epoca in cui è uscito il rapporto.
Esiste anche una apposita commissione Cie-Cara presso la Camera dei Deputati, che costa 90 mila euro l’anno e che non fornisce dati.
Comunque, il Tg1 riporta le reazioni politiche giunte dopo la notizia dell’aumento dei Cie: Salvini, Meloni, i sindaci Nicolini e Orlando, la Fondazione Migrantes, Malan di Forza Italia, il Pd, Cicchitto del Nuovo Centro Destra.
Tra tutte spicca quella di Debora Serracchiani, che in un tweet ha parlato genericamente di “piena sintonia con il Ministro Minniti”.
Presa di posizione abbastanza vaga, tenuto conto che la Serracchiani è anche presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, dove c’è stata una forte mobilitazione per chiedere la chiusura del Cie (quello di Gradisca).
Secondo Il Piccolo ad agosto 2013 la Serracchiani diceva che i centri di raccolta per immigrati erano “luoghi in cui le condizioni di vita sono terribili e di cui bisogna assolutamente fare a meno”.
Il sito Democratici-Digitali riporta un’intervista che sarebbe stata pubblicata in quel periodo sul Fatto Quotidiano, nella quale la Serracchiani avrebbe detto: “Il Cie di Gradisca va chiuso e io mi darò da fare in questo senso soprattutto a livello nazionale. Non è accettabile che convivano nella stessa struttura persone che hanno già subito una condanna per reati gravi con altre che magari hanno solo perso il lavoro e rischiano l’espulsione”.
Il sito cita come fonte una pagina su partitodemocratico.it, che al giorno d’oggi non esiste.
Pochi giorni fa la Serracchiani ha scritto al ministro Minniti per sollecitare i rimpatri, che avrebbero “un significato simbolico e deterrente soprattutto nei confronti degli elementi meno integrati”.
Il Giornale ha pubblicato la notizia in un articolo su un gruppo di spacciatori-richiedenti asilo, col titolo “Ora Serracchiani si sveglia: ‘Rischio caos'”. Suscitando una prevedibile valanga di commenti anti-Serracchiani: “Si è svegliata dal torpore renziano?”, “La bella addormentata”, “Ma non erano una risorsa?”, “Adesso sono razzisti anche loro”, eccetera eccetera.
L’articolo è di giovedì scorso, quando ancora non si parlava della riapertura di un Cie in Friuli.

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