Ricercato per la strage di Berlino, è stato quattro anni in carcere in Italia

Il ventiquattrenne tunisino ricercato per la strage di Berlino è stato per quattro anni in carcere in Italia.
Lo scrive Tiscali: sbarcato a Lampedusa nel 2011, viene sistemato in una casa-famiglia dalle parti di Catania, e iscritto a scuola. Viene poi accusato di appropriazione indebita, minacce, lesioni. Quando tentano di disciplinarlo, si ribella, con altri migranti da fuoco alla scuola. A ottobre 2011 lo arrestano. Condannato a 4 anni, viene portato nel carcere di Catania, poi in quello di Palermo, da cui esce nel maggio 2015, per finire al Cie di Caltanissetta. “Da cui sarà rimpatriato nei prossimi giorni”, scrivono sempre i siti web in questi casi, senza verificare se poi il rimpatrio avviene davvero o no. In quel caso, no. Manca il riconoscimento da parte della Tunisia, lo straniero viene rilasciato. Già a luglio 2015 èsegnalato in Germania, dove presenta richiesta di asilo politico, che viene respinta. Ad agosto lo fermano con un falso passaporto italiano. Viene tenuto sotto controllo dalla polizia per alcuni mesi, quest’anno, fino a settembre. Sarebbe entrato in clandestinità dopo l’arresto del suo reclutatore, un imam che faceva dei videosermoni facendosi riprendere sempre di spalle.
Il Giornale scrive che a mettere la polizia sulle tracce del tunisino sarebbe stato un documento d’identità trovato a bordo del camion usato per effettuare la strage.
Si tratta di un “duldung”, ovvero di una sospensione del permesso di soggiorno.
Scrive il sito che a sua richiesta di asilo politico alla Germania risalirebbe all’aprile di quest’anno.
Nei commenti all’articolo i lettori manifestano tutta la loro perplessità: “Si è mai visto un attentato dove vengono lasciati documenti d’identità?”, scrive uno. “Anche questo, come gli attentatori di Parigi, perde i documenti sulla scena del crimine? Qualcosa non mi torna”, scrive un altro. “Che abbiano trovato dei documenti non mi sorprende, ma mi piacerebbe sapere chi li ha messi, non vogliamo credere che anche in questo caso sia stato l’attentatore?”. “Ci prendono proprio per imbecilli”, eccetera eccetera eccetera.
La notizia dei documenti trovati sul camion è ripresa dai principali siti web d’informazione: “Una tessera a suo nome è stata ritrovata nella cabina del Tir usato per la strage”, scrive il Corriere della Sera.
Il bilancio della strage del mercatino di Natale è di 12 vittime. Tra loro anche una ragazza italiana. Alle famiglie non è permesso vedere i corpi fino all’esito dell’esame del Dna, che arriverà a breve.

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