Linate, profughi sgomberati

Scrive Il Giornale che circa 25 profughi che avevano trovato riparo sotto un ponte della tangenziale di Linate sono stati sgomberati da “tecnici del comune e uomini della polizia locale”.
Hanno cercato rifugio nei dormitori, ma gli è stato risposto che prima di tre o quattro settimane sarà difficile trovare loro una sistemazione.
Secondo i dati forniti a settembre dal Comune, a Milano c’è stato un aumento del 78 per cento delle richieste di asilo rispetto all’anno precedente.
Alfano si è impegnato a non inviare nuovi migranti in città, dopo “l’arrivo contestatissimo degli africani alla caserma Montello”.
L’episodio in questione risale alla fine di ottobre, quando era stato deciso che circa 300 richiedenti asilo sarebbero stati ospitati per 14 mesi nella ex caserma in zona piazza Firenze. Il segretario della Lega Nord Salvini aveva preso posizione, chiedendo ai suoi sostenitori di partecipare ad una manifestazione di protesta, “se serve magari bloccando qualche strada, perché il disagio di mezz’ora vale la tranquillità dei prossimi mesi. Purtroppo rispettando le regole e facendo le persone perbene alla fine lo prendiamo sempre in saccoccia”.
Alla fine i migranti vennero trasferiti comunque, un po’ in anticipo rispetto al previsto. Oltre alla manifestazione organizzata dalla Lega, Fratelli d’Italia e Casapound, ce ne fu un’altra organizzata dai centri sociali per dare il benvenuto ai migranti appena arrivati.
Uno degli slogan era: “gli unici stranieri, i fascisti nei quartieri”.
La caserma è stata destinata soprattutto agli africani. Gli stranieri sgomberati da Linate invece sono afghani e pachistani.
A quanto scrive il Giornale, sarebbero stati loro, in un primo momento a rifiutare l’ospitalità nei centri di accoglienza: “nei dormitori non c’è mai la sicurezza di mantenere il posto a dormire, ci sono molti furti, e alle sette del mattino bisogna uscire”.
Gli utenti del sito commentano l’articolo con i soliti toni propositivi: “C’è la disponibilità di tanti piddini, Sala e Majorino in testa, che ne sostengono l’arrivo e sono pure generosi mettendo a disposizione la loro casa: uno o due per famiglia e il problema è risolto”. “Mandateli a casa di Morcone”. “Rimandarli a casa da dove sono venuti clandestinamente e senza documenti”. “Mandateli dalla Boldrini o a casa di Alfano”. E così via.

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