A Crespadoro fa freddo

Un ventunenne proveniente dal Gambia e attualmente ospitato a Crespadoro, un paesino tra le montagne vicino Vicenza, è sceso nel capoluogo per protestare di fronte alla prefettura.
Al personale della volante giunto sul posto ha spiegato che a Crespadoro fa troppo freddo e voleva essere trasferito. Gli agenti gli hanno spiegato che la sua richiesta di trasferimento al momento non poteva essere accolta, e lo hanno invitato a tornare al paese.
Altri problemi si sono verificati presso la caserma Sasso, dove nove stranieri provenienti dalla Guinea si erano rifiutati di sottoporsi a identificazione e fotosegnalamento se prima non avessero visitato il luogo dove sarebbero stati alloggiati.
“Una richiesta inammissibile per la polizia”, scrive Tviweb, “che li ha costretti a seguire la procedura, pena l’espulsione”.
Gli stranieri provenivano dall’ex Cie di Trapani, ora usato come hotspot, ovvero centro di smistamento.
All’inizio di questo mese un rapporto di Amnesty International ha riportato il racconto di alcuni profughi che hanno descritto violazioni dei diritti umani nella procedura di prelievo forzato delle impronte da parte delle autorità italiane.
Fonti del Ministero dell’Interno hanno descritto il rapporto come un insieme di “cretinaggini” e falsità costruite a Londra, non in Italia.
Varie associazioni, tra cui Articolo 21, hanno firmato un appello in difesa di Amnesty.

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