Rovereto, auto in fiamme

Cinque auto delle Poste Italiane sono state completamente distrutte dalle fiamme, mentre altre due sarebbero rimaste parzialmente danneggiate a Rovereto, provincia di Trento.
L’incendio è di matrice dolosa. Nei pressi del parcheggio è comparsa la scritta “Mistral Air – Poste: basta deportazioni”. Il riferimento è alla compagnia aerea di proprietà di Poste Italiane, che fornisce alcuni voli allo stato italiano per i rimpatri o i trasferimenti dei clandestini.
Si tratta di uno degli attentati più distruttivi subiti dalle Poste: in altre parti d’Italia erano stati segnalati bancomat danneggiati e vetrine infrante. Ma non si tratta del più disastroso: appena due settimane fa a Trento Nord nove auto delle Poste finirono completamente distrutte dalle fiamme.
In quel caso non c’era nessuna firma sul luogo dell’incendio, e i giornali parlavano di “indagini a tutto campo”, ma nei commenti comparsi sui siti di informazione si puntava subito il dito sugli “anarchici figli di papà”.
Il riferimento è alle dure polemiche che ci sono state nei mesi scorsi, e alle parole del Questore che aveva parlato l’anno scorso degli anarchici in termini di “personaggi nati, cresciuti e tollerati da questa realtà, molti sono anche figli della ‘Trento bene’ con una presunzione di impunità”.
All’epoca c’era all’ordine del giorno lo sgombero di un immobile di proprietà dell’Itea, rimasto occupato per qualche mese, fino all’intervento delle forze dell’ordine il 19 gennaio.
Una lista civica sosteneva che la sede ufficiosa degli anarchici era un’aula occupata all’interno dell’università, e si era data da fare per chiedere al Rettore di “sottrarre al controllo degli anarchici” il locale in questione.
Un consigliere leghista aveva proposto via Facebook di mandare gli anarchici “a raccogliere banane in Africa, 45 gradi sopra lo 0, e soprattutto acqua solo durante i pasti”. Per il sindaco, troppo benevolo nei loro confronti, proponeva le piantagioni di caffè in Brasile.
La notizia dell’attentato a Rovereto ha suscitato un nutrito dibattito tra gli utenti dei siti di informazione. C’è chi propone “la legge del taglione”, e chi invece chiede che siano “messe all’asta le ricche dimore dei loro genitori” per pagare i danni causati dai figli.

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