Palazzotto, relazione sugli hotspot. La Camera approva la legge sui minori stranieri non accompagnati.

Il deputato di Sinistra Italiana Erasmo Palazzotto ha presentato la relazione di minoranza alla commissione parlamentare d’inchiesta sui centri di trattenimento per migranti. Ha definito gli hotspot “zone opache prive di ogni fondamento legale”. La notizia è riportata da Repubblica, che presenta Palazzotto come “vicepresidente della commissione esteri di Montecitorio”. Il deputato è, da parecchio tempo, anche segretario della commissione Cie-Cara.
Il fondamento degli hotspot è contenuto in una comunicazione della Commissione europea al Consiglio e al Parlamento, ma mai trasposta in nessun atto normativo: ecco perché lui dice che non esiste fondamento legale per queste strutture.
Gli hotspot attivi in Italia sono 4: Lampedusa (da ottobre), Trapani (da dicembre) Pozzallo (gennaio), Taranto (febbraio). Più dovrebbero esserci delle strutture “mobili”, di cui si parla ben poco.
“Le condizioni delle strutture, alla luce delle visite ispettive effettuate da questa commissione, risultano incompatibili con la possibilità di fornire una prima accoglienza che non sia lesiva della dignità umana”, scrive Palazzotto.
L’opacità invece è relativa agli “affidamenti a enti gestori sulla base di contratti relativi ad altri tipi di strutture”, anche questo in conseguenza della mancanza di norme precise in materia.
La commissione avrebbe rilevato anche inesistenza di controlli da parte delle autorità competenti sugli enti gestori, i quali “nella maggior parte dei casi non erogano i servizi previsti nel capitolato d’appalto in un clima generale di illegalità”.
Il deputato afferma anche che l’hotspot di Lampedusa non può continuare a funzionare nelle attuali condizioni strutturali “senza che il trattenimento al suo interno sia considerato trattamento inumano e degradante”.
Il presidente della commissione Cie-Cara è Federico Gelli, del Partito Democratico, che è anche responsabile sanità del Pd.
Molte delle sue dichiarazioni recenti riguardano la sanità e il referendum. In questi giorni si è espresso a favore della legge sui minori stranieri non accompagnati, appena approvata dalla Camera e ora all’esame del Senato.
La legge prevede, tra l’altro, il divieto assoluto di respingimento alla frontiera dei minori stranieri non accompagnati, e il loro divieto di espulsione, se non per motivi di “ordine pubblico e sicurezza dello stato”. Anche Sel e M5s hanno votato a favore (oltre al Pd), mentre Fratelli d’Italia e Lega Nord si sono opposti.
Il testo prevede la possibilità di gestire i minori non accompagnati tramite il sistema Sprar, ovvero la rete degli enti locali. Lo Stato darà supporto anche finanziario ai Comuni che aderiranno all’iniziativa.
L’onorevole Marco Rondini, nella sua dichiarazione di voto per conto della Lega Nord, ha spiegato i motivi del suo no: nonostante riconosca i “buoni propositi” che animano il provvedimento, afferma di ritenere che quest’ultimo “farà da richiamo, sarà un invito agli scafisti ad organizzare con più puntualità la tratta dei minorenni”. “Le famiglie attratte dal miraggio di poter garantire un futuro migliore ai propri figli in Europa affideranno i propri giovani al turpe traffico di carne umana”.

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