Milano, sequestro di persona

Scrive Repubblica che i 20 stranieri che hanno guidato l’occupazione del centro di accoglienza di via Corelli a Milano nei giorni scorsi saranno denunciati e quindi processati per i reati di occupazione, resistenza a pubblico ufficiale e sequestro di persona.
Nel frattempo verranno trasferiti in altre province lombarde.
Il reato di sequestro deriva dal fatto che dalle sette alle 12 i quattro operatori di Gepsa erano rimasti chiusi in una stanza della struttura, “mentre fuori i migranti trattavano col vice prefetto e con la polizia le condizioni per cessare la protesta e liberare i volontari”.
Secondo Repubblica le istituzioni milanesi intendono dare un segnale forte ai profughi sul fatto che “comunque è necessario avere un atteggiamento collaborativo e non mettere a rischio la sicurezza di chi lavora nei centri di accoglienza in un periodo di grande stress e tensione per il sovraccarico di persone da accogliere a getto continuo”. Inoltre, “l’idea è anche quella di dare un segnale che chi organizza forme di protesta violente poi non la può passare liscia”.
Nel corso dell’iniziativa organizzata dai migranti non sono stati segnalati danni a persone o cose.
Gli stranieri protestavano contro i lunghi tempi necessari per ottenere il permesso di soggiorno: per avere la risposta alla loro richiesta d’asilo passa circa un anno.
Alcuni dei migranti accolti a Milano vengono ospitati all’interno di tende. Con il caldo e l’arrivo di altre centinaia di persone il malcontento cresce.
L’assessore Pierfrancesco Majorino ha partecipato ad una riunione con il prefetto per valutare le misure da prendere nei confronti dei capi della rivolta. I quali si trovavano nel centro “dall’autunno scorso”.
Majorino aveva annunciato che avrebbe parlato della situazione dei migranti col premier Renzi, in visita ieri a Milano. Nelle scorse settimane l’assessore aveva criticato il governo, giudicandolo troppo assente sulla questione dell’organizzazione dell’accoglienza dei migranti sul territorio.
Il nuovo sindaco di Milano Giuseppe Sala aveva chiesto al Governo di individuare una soluzione condivisa per smistare i profughi in tutto il territorio lombardo.
Stamattina in Prefettura era prevista la riunione decisiva per il trasferimento di 150 migranti nel campo base di Expo, decisione contestata dalla Lega.
Un articolo sul sito milanese del Corriere spiega quali sono le varie strutture che sono in fase di attivazione in queste ore, e il numero di posti disponibili.
Il piano del Comune prevede lo smistamento dei migranti in piccoli gruppi, distribuendoli in tutti i quartieri “per evitare che si ricrei un concentramento come quello dell’attuale hub di via Sammartini”, scrive il sito.

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