LasciateCIEntrare a Messina

Una delegazione di LasciateCIEntrare ha potuto visitare i due centri di accoglienza temporanei che si trovano a Messina: uno allestito nella ex caserma di Bisconte, l’altro nei pressi del Pala Nebiolo.
Sul sito ufficiale è stato pubblicato un report firmato dai cinque delegati. Un articolo in proposito è stato pubblicato sul sito Tempo Stretto.
La visita è stata autorizzata a quasi un anno dall’invio delle richiesta.
I migranti dovrebbero rimanere nel centro non più di 72 ore. Ci rimangono invece in media 15 giorni, con punte di 3 mesi lo scorso inverno.
I delegati hanno parlato con stranieri minorenni che non hanno dichiarato la loro età, e con testimoni di giustizia che non sono consapevoli della loro situazione. Hanno anche constatato la presenza di persone che dicono di essere eritree ma di essere state registrate come etiopi.
“Il racconto di queste persone era davvero angosciante”, si legge nel report, “soprattutto quando hanno raccontato dell’uso della forza per il prelievo delle impronte … Affermano ancora che la coercizione e la violenza è stata usata anche nei confronti della donna in gravidanza e nonostante il suo evidente stato di sofferenza durante il viaggio”.
All’interno dei centri non sono previste attività di nessun tipo, a parte un corso di italiano tenuto da una volontaria, “saltuariamente”.
L’ex caserma di Bisconte dovrebbe essere a breve riconvertita in hotspot, a seguito di una decisione del governo. Il mese scorso l’associazione MigraLab ha fatto sapere che si oppone in maniera decisa alla nascita dell’hotspot, e che invece bisognerebbe darsi da fare per la chiusura definitiva del Pala Nebiolo, “su cui si è registrato il silenzio assordante dell’amministrazione Accorinti.
Di recente non si segnalano prese di posizione del primo cittadino, neanche sulla questione dell’hotspot. Ma all’inizio di giugno Accorinti aveva dichiarato di essere contrario all’ipotesi hotspot, “perché Messina fa un altro tipo di accoglienza ai migranti”, e si era lamentato per il fatto di aver dovuto apprendere la notizia dalla stampa: “Ci dispiace … di non essere stati mai coinvolti in questa discussione dal Ministero”, aveva detto.

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