Torino, critiche ai garanti

I garanti dei diritti dei detenuti della Regione Piemonte e del Comune di Torino sono stati criticati da Siap e Lega Nord per ciò che hanno detto in conferenza stampa a proposito della gestione del centro di espulsione torinese.
“Mai a Torino c’è stato il minimo riscontro alle denunce avanzate anche all’Autorità Giudiziaria circa violenze fisiche o psicologiche”, dice il sindacato di polizia Siap, secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa. Le parole dei garanti sono “false e gravi perché gettano ingiustamente un marchio di infamia sugli operatori delle forze di Polizia”.
Secondo il Siap la garante comunale dei detenuti, pur avendo partecipato alla conferenza stampa, non ha partecipato alla visita, quindi “ha riferito cose che non ha visto”.
La Lega prova a cavalcare la polemica con un comunicato di un consigliere regionale che scrive, secondo quanto riporta Agenparl: “anche in questo caso non possiamo fare a meno di schierarci con la polizia penitenziaria, a cui va il nostro sostegno”. In effetti la polizia penitenziaria non c’entra niente con la gestione dei Cie e il comunicato ora risulta corretto: “la Lega sta con la polizia”. Peccato che nel link su Facebook e nell’indirizzo della pagina del comunicato sul sito ufficiale la parola “penitenziaria” è rimasta…
Comunque, il consigliere leghista chiede con fermezza l’approvazione di una sua proposta per l’istituzione di un “garante delle forze dell’ordine”.
Ma quali erano state, di preciso, le accuse dei garanti? Negli articoli di oggi le loro dichiarazioni non compaiono, ma non sono comparse neanche negli articoli dei giorni scorsi. Repubblica tre giorni fa parlava di “condizioni fatiscenti”, “situazione invivibile”, assenza di convenzione per visite mediche, assenza di assistenza psicologica, assenza di forme di ricreazione e impegno culturale, ma non c’è nessuna accusa diretta contro le forze dell’ordine.
Sul sito del Consiglio Regionale del Piemonte c’è un comunicato stampa relativo alla visita del Garante alla struttura: si tratta in gran parte dello stesso articolo che appare sul sito di Repubblica, con qualche piccola modifica. Ad esempio sul sito del quotidiano non compare la parte relativa alle tendenze autolesioniste dei reclusi: “A Torino si sono verificati 156 gesti anticonservativi, tentativi di suicidio, impiccagione, lancio dalle strutture”, aveva detto un avvocato dell’Associazione Studi Giuridici sull’immigrazione.

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