Lega contro Governo (e Serracchiani)

Un articolo sul sito del Giornale riporta un comunicato di un deputato leghista in cui si accusa il Governo di avere deciso il trasferimento di un centinaio di immigrati dal Friuli alla Lombardia, “per fare un favore al vicesegretario del Pd, la governatrice del Friuli Debora Serracchiani”.
Il deputato ha annunciato una interrogazione alla quale dovrà rispondere il Ministro dell’Interno Angelino Alfano.
Nessuna verifica o approfondimento nell’articolo, nessuna replica. Una risposta alle critiche è stata riportata su Il Friuli, dove si leggono alcune dichiarazioni dell’assessore friulano all’immigrazione, secondo cui si tratta di “normali alleggerimenti dalla nostra regione, che è meta anche di flussi diretti per quanto contenuti”. Una cosa da non strumentalizzare politicamente, tenuto conto che “la popolazione della Lombardia è circa otto volte quella del Friuli e il suo territorio è vasto il triplo”: questo spiega perché ospita una percentuale di migranti maggiore.
Intanto la Serracchiani è stata intervistata in questi giorni sulla proposta dell’ultradestra austriaca di fare un referendum per l’uscita dall’Austria dall’Unione Europea. Ovviamente la governatrice è contraria. “Stiamo vivendo un periodo di grandi e veloci cambiamenti che devono essere governati offrendo sicurezze ai cittadini europei, i quali spesso pagano il prezzo di una crescita insufficiente e squilibrata, o di una gestione iniqua dei fenomeni migratori. Rinchiudersi nuovamente nei confini degli stati nazionali può apparire una soluzione, ma illusoria e molto rischiosa, come stiamo constatando da quanto accade nel Regno Unito post Brexit. L’impegno dell’Italia è a invertire con decisione questa tendenza”, ha detto la Serracchiani, secondo quanto riporta il Messaggero Veneto.
Su Giornalettismo alcuni giorni fa è apparso un editoriale che, commentando la Brexit, annunciava la morte dell’Europa. Scrive l’autore: “L’Europa è morta quando ha deciso che doveva essere un Mercato Comune puramente economico e finanziario e non un terreno comune di progresso intellettuale, sociale, culturale … E’ morta nel mar Jonio, nell’Adriatico e infine nel Mar Mediterraneo, quando i migranti sono diventati un problema, la politica estera comune un’opportunistica carta da giocare tra i componenti di un’Unione in cui qualcuno era più uguale degli altri, quando l’accoglienza non è stato più un valore … E’ morta con i Cpt e i Cie, i muri in Ungheria, i migranti venduti un tanto al chilo alla Turchia, la Schengen sospesa per respingere chi aveva bisogno.”

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