Scritte sugli uffici postali

A Torino e Lecce sono comparse su alcuni uffici postali scritte riconducibili all’area antagonista.
“Complici delle deportazioni, no alle frontiere” è la frase che è stata scritta sulla vetrina esterna dell’ufficio postale di via Gaidano, a Torino, secondo quanto scrive nelle pagine locali Repubblica.
“Poste complice con le deportazioni”, “Da Torino a Lecce, fuoco ai Cie” sono le scritte apparse sull’ufficio postale di via Taranto, a Lecce, come si vede nelle foto diffuse su Quotidiano di Puglia.
Una secchiata di vernice ha reso illeggibile il monitor del postamat, allungando quindi le file agli sportelli in mattinata, in un giorno in cui si pagano anche le pensioni.
Né Repubblica né il Quotidiano di Puglia si soffermano a spiegare che cosa c’entrerebbero le poste con le deportazioni.
Lecceprima invece spiega che il gruppo Poste Italiane “è proprietario della compagnia aerea Mistral Air, che dal 2011 ha una convenzione con il ministero dell’Interno per il rimpatrio degli extracomunitari irregolari destinati all’espulsione”.
Il Paese Nuovo ricorda che a febbraio in alcuni uffici postali di Lecce, tra cui quello preso di mira nelle ultime ore, c’era stato un volantinaggio degli antagonisti per attirare l’attenzione su questa tematica. Il sito aveva pubblicato il testo completo del volantino, che faceva riferimento ad una “espulsione di massa” verso la Tunisia avvenuta ad ottobre con un volo Mistral, e forniva l’indirizzo web di un video di un altro volo organizzato anni fa utilizzando un velivolo della stessa compagnia.
Scrive ancora Repubblica, sempre nelle pagine locali, che in queste ore ci sono stati altri atti vandalici della stessa matrice a Torino. Uno “in una ditta considerata colpevole perché coinvolta nella gestione del Cie”, l’altro ad un istituto di studi militari dell’Esercito Italiano.
Il sito ipotizza che potrebbe trattarsi di una ritorsione dopo i dodici (o undici?) divieti di dimora emessi nei giorni scorsi ai danni di alcuni “squatter che occupano l’ex asilo di via Alessandria”.
I provvedimenti erano stati emessi proprio in relazione ad un’altra iniziativa relativa ai centri di espulsione: il rovesciamento di due sacchi di letame nella sede della società che forniva i pasti al Cie di Torino, a ottobre scorso.

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