Al via il Garante dei detenuti

Scrive l’Ansa che il nuovo Garante nazionale dei diritti dei detenuti si è appena presentato e ha illustrato la propria attività.
L’organismo è presieduto da Mauro Palma. Del collegio fanno parte Emilia Rossi e Daniela De Robert.
Lo staff è composto da 9 persone, tutte provenienti dai ranghi della Pubblica Amministrazione “che quindi, essendo già stipendiate, non gravano sul bilancio”, secondo quanto scrive l’Ansa. Che però aggiunge che per tutta la durata del mandato “i componenti non possono ricoprire ruoli politici in contemporanea né far parte della pubblica amministrazione”.
La durata del mandato è di 5 anni.
Il Garante potrà effettuare visite a sorpresa, senza autorizzazione e senza preavviso nelle carceri e nei luoghi in cui si trovano persone private della libertà personale, compresi coloro che sono in regime di 41bis.
Il colloquio con i detenuti potrà essere riservato, cioè senza testimoni.
Il Garante ha il “dovere di riservatezza e non comunicazione, se non agli organi istituzionali”.
Finora ha visitato cinque carceri diverse.
I membri dell’ufficio sono stati nominati a marzo, si annuncia che la struttura entrerà a regime in autunno.
Il budget è di 200 mila euro, stanziati con la legge di Stabilità. I soldi servono per “le remunerazioni dei tre componenti il collegio, e per l’attività di visite e ispezioni”.
Nelle intenzioni il numero di persone impiegate dovrebbe arrivare a trenta.
Ieri Daniela De Robert è stata intervistata dalla radio cattolica In Blu, nel programma Buona La Prima. La puntata è dispobile in streaming sul sito.
“E’ da verificare se ci sia una privazione della libertà anche nell’hotspot non regolamentata, non garantita da una norma. Quello è un problema che già è emerso”, ha detto De Robert, che finora ha visitato soltanto un hotspot, prima che vi arrivassero i migranti. E dei Cara (Centri di Accoglienza per richiedenti Asilo) dice: “non sono luoghi di privazione della libertà, ma in realtà spesso di fatto lo sono”.
L’ufficio del Garante lavorerà soprattutto cercando di raccogliere e verificare le segnalazioni, collaborando con i garanti locali, ascoltando le associazioni del terzo settore, e cercando di ottenere una reazione da parte delle istituzioni, sempre rispettando il dovere di riservatezza. Tuttavia, in caso di mancata risposta dalle istituzioni, può anche far valere il potere di denuncia dei problemi irrisolti.

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