Gradisca, Cecot preoccupata per il nuovo bando

L’assessore provinciale al Lavoro di Gorizia Ilaria Cecot ha diffuso tramite Il Piccolo, un comunicato in cui manifesta la sua preoccupazione per il nuovo bando di gara per la gestione del Cara di Gradisca d’Isonzo.
La nuova capienza prevista sarebbe di 202 posti, e andrebbe “contro gli impegni più volte assunti dalla Regione, che ha sempre dichiarato di non voler ampliare la struttura, intercedendo a tal fine presso il Ministero”. In base al decreto legislativo 142/2016, sarebbe previsto “il superamento di strutture come il Cara, non il rinforzo”.
Al momento il centro di accoglienza ospiterebbe circa 400 persone, il doppio della capienza stabilita dal nuovo capitolato. Questo implicherebbe il trasferimento di circa 200 persone in altre strutture più piccole presenti sul territorio, a meno di non volersi preparare a “vedere nuovamente i lavoratori del Cara ridotti alla fame per mano dello Stato”.
La Cecot è preoccupata per un possibile peggioramento delle condizioni all’interno della struttura, specie se ci saranno ritardi nel trasferimento dei 200 “esuberi”, “promesso mille volte dal Prefetto Zappalorto prima e da Gulletta dopo”. La decisione di aprire un’ala dell’ex Cie per ospitare i richiedenti asilo venne presa a ottobre 2015, durante una piena dell’Isonzo, “dopo il salvataggio rocambolesco sul fiume” dei migranti che vi si trovavano accampati, ed è tutt’ora considerata temporanea, nonostante siano passati sei mesi.
Secondo il Piccolo l’assessore avrebbe dichiarato: “se, come sembrerebbe, il capitolato prevede l’erogazione di 35 euro pro-capite pro-die solo per 202 ospiti”, sui 400 ora presenti, “vuol dire, facendo i conti della serva, che per la gestione di ogni ospite vi sono 12,5 euro circa. Non riesco a capire, francamente, come con tale importo si possa pensare di pagare i pocket money, servizio mensa, servizio lavanderia, assistenza sanitaria e pensare di riuscire a pagare anche il personale”.
(Come abbia fatto la serva ad arrivare alla cifra di 12,5 è un mistero. Probabilmente ha pasticciato un po’ i conti, facendo sparire 5 euro giornalieri a testa…)
Comunque, andando a leggere direttamente il bando pubblicato sul sito della Prefettura, non sembrerebbero essere previsti necessariamente “servizi al ribasso” come invece titola il Piccolo (tra virgolette). Ovviamente, nell’assegnare l’appalto, verrà valutata “l’offerta economica in ribasso rispetto all’importo dell’appalto fissato”, ma è prevista anche la valutazione dell’offerta tecnica, a cui sarà assegnato un punteggio. E’ prevista anche la possibilità, per l’azienda concorrente, di illustrare proposte migliorative.
L’assessore Cecot è stata eletta nelle file di Sinistra Ecologia e Libertà. Apparentemente non ha un sito web ufficiale pubblico. Ad ottobre scorso si è parlato dell’ipotesi di assegnarle una scorta, dopo minacce di sputi giunte via web a seguito del suo impegno nei confronti dei richiedenti asilo. “Anche se me la proponessero, la rifiuterei”, aveva detto lei.

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