Malgrado Tutto sulla Rai

La trasmissione della Rai L’Arena, condotta da Massimo Giletti, ha dedicato alcuni servizi alla gestione del Cas (Centro di Accoglienza Straordinaria) di Lamezia Terme, in mano alla cooperativa Malgrado Tutto.
Non ne viene fuori un quadro incoraggiante, tra riferimenti alla mafia, dito medio mostrato ai giornalisti, e soldi non pagati ai migranti.
Questi ultimi infatti svolgono dei lavori per conto della cooperativa, ma gli stipendi sono rimasti indietro di parecchi mesi. “Sono contrattualizzati. Appena la prefettura ci paga, e non ci paga da ottobre, verranno pagati tutti”, spiega il gestore.
Sono state diffuse immagini di stanze nelle quali regna il degrado: “Si tratta di una delle stanze in cui gli operatori del centro che devono fare le pulizie non possono entrare”, ha spiegato l’avvocato della cooperativa, secondo quanto riporta il sito Lametino. “Molti che non ci lavorano non sanno che gli ospiti della cooperativa non gradiscono che gli operatori entrino nelle loro stanze”.
Una giornalista si è interessata a costi e ricavi della cooperativa che si occupa del centro. Ma il gestore dice di non guadagnarci niente. “Il business lo fa chi ha l’albergo che non gli va a genio che ci vadano i turisti, e ci mette trecento persone, e ci guadagna e gira con la Ferrari”.
Alla giornalista che gli chiede se dalle sue parti la gente lo considera un santo, il gestore risponde invece che è considerato una “canaglia”. Quando la struttura era un centro di espulsione c’è stata una sorta di “guerra” contro di lui. E quando la giornalista gli dice che il centro è stato chiuso perché “le condizioni igienico sanitarie non erano in regola” nota che se fosse così non glielo avrebbero lasciato in mano per 12 anni.
L’avvocato, in studio, rincara la dose: “Mostratemi un documento ministeriale della prefettura o del Ministero dell’Interno dove c’è scritto che il Cie è stato chiuso per questa ragione” (cioè perchè era considerato uno dei peggiori d’Italia).
Su Repubblica.it, a marzo dell’anno scorso, è uscito un articolo di Raffaella Cosentino riguardante la situazione a Lamezia Terme dal titolo: “Nell’inferno dei Centri di accoglienza straordinaria, ‘Tanto, chi controlla?'”
Anche all’epoca c’erano ritardi nel pagamento: da tre mesi gli stranieri non ricevevano il pocket money, secondo quanto dichiaravano gli attivisti.
Negli stessi giorni, un resoconto della visita alla struttura era comparso anche sul sito di LasciateCIEntrare. “Le stanze, ex celle in cui i migranti venivano rinchiusi fino a qualche anno fa, contengono 8, a volte 9 letti”, scrivevano  gli attivisti. “I bagni sono sporchi, non c’è acqua calda né riscaldamenti. Il cibo è di pessima qualità, ci riferiscono. Molti dei ragazzi indossano solo una felpa e un paio di ciabatte. Gli stessi abiti che avevano addosso nel momento in cui sono arrivati in Italia. Troviamo alcuni di loro visibilmente influenzati e febbricitanti, eppure nessun farmaco è stato fornito loro, secondo quanto ci riferiscono”.

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