M5s contrario alla proroga della Commissione

Il Movimento 5 Stelle era contrario alla proroga della Commissione sui centri per migranti, approvata dalla Camera alcuni giorni fa.
La notizia è passata sotto silenzio sui mass media, ma su Youtube è possibile vedere la dichiarazione di voto di Marialucia Lorefice (il cui testo è nel resoconto stenografico sul sito della Camera).
“Oggi ci troviamo di fronte a qualcosa che ha una natura che non è più ben definita”, ha detto l’onorevole Lorefice. “Prorogando [la Commissione] fino a fine legislatura non potremmo elaborare proposte a breve termine che risultano quanto mai urgenti […] Gli hotspot e gli hub stanno mostrando evidenti criticità: gravi violazioni, in modo particolare rispetto al diritto di informazione, al trattenimento illeggittimo in luoghi chiusi e alle procedure di infrazione. Diciamo no [alla proroga] perché il Ministro dell’Interno sta presentando un piano nazionale per l’accoglienza di cui però non è ancora noto il testo, e risulta grave che la Commissione non sia stata resa partecipe dei lavori, o quantomeno interpellata. […] Infine ci opponiamo all’ennesimo poltronificio; volevamo sperare che il presidente Migliore avesse a cuore l’impegno preso, ma è bastato un posto da sottosegretario per mandare a quel paese il lavoro svolto. […] La scelta [del nuovo presidente] è ricaduta sull’onorevole Gelli, persona estranea alla commissione e ignara di ciò che è stato fatto finora. […] Sembra infatti che questa commissione sia il trampolino di lancio per diventare sottosegretario”.
Un piccolo estratto dell’intervento è stato inserito nel filmato #5giornia5stelle, riassunto settimanale delle attività svolte dai parlamentari del Movimento. In quella parte dell’intervento, Lorefice si scagliava contro coloro che non hanno approvato la mozione contro il sottosegretario Castiglione a proposito del Cara di Mineo. “Se non fate nulla per condannare almeno politicamente chi ha fatto del fenomeno migratorio uno strumento di guadagno economico e un tornaconto elettorale, se non prendete una distanza forte da queste persone […] rimanete dei complici e quindi colpevoli ‘tanto quanto'”.
La dichiarazione di voto del Movimento 5 Stelle ha fatto notizia finora solo sul sito di Repubblica, in particolare per il fatto che è stata fortemente contestata dai parlamentari della Lega, ed è stata per questo interrotta per alcuni minuti.
Gli onorevoli leghisti sono insorti nel momento in cui la Lorefice ha nominato l’ex ministro Maroni, ricordando che si è sempre rifiutato di presentarsi in audizione di fronte alla Commissione. “Probabilmente perché all’epoca [degli ‘intrallazzi sul Cara di Mineo’] lui era Ministro dell’Interno, e probabilmente c’è dentro fino al collo in questa storia”, ha detto la Lorefice, suscitando le contestazioni leghiste.
(Alla ripresa dei lavori, la Lorefice ha detto: “Io credo che questa situazione si possa facilmente chiarire in un solo modo: il presidente Maroni viene in audizione […] così può dimostrare che lui non ha nessun problema”).
La proroga è stata alla fine approvata con 268 sì e 80 no.

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