Evase da Gradisca, arrestato dopo due anni e mezzo

Un ventottenne tunisino evaso dal Cie di Gradisca a settembre del 2013 è stato arrestato dalla polizia all’aeroporto di Malpensa. Lo scrive il Messaggero Veneto secondo cui l’uomo proveniva da Zurigo, ed è stato portato in Italia “nell’ambito della procedure di riammissione prevista dal trattato di Dublino”.
Il quale prevede che lo straniero non possa allontanarsi dallo Stato attraverso cui è entrato nell’Unione Europea. (C’è da notare però che la Svizzera non fa parte dell’Unione…).
All’atto del controllo da parte della polizia di frontiera aerea è emerso che a carico del tunisino c’era una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa a novembre del 2013, relativa al danneggiamento della struttura del Cie di Gradisca avvenuta in occasione della sua evasione.
Secondo il Messaggero Veneto, l’uomo, insieme a due complici, sarebbe riuscito a “rimuovere dalla loro sede i pali metallici di sostegno dell’impianto anti-intrusione collocato sui tetti, rendendolo inservibile”, e a praticare poi un foro nella rete d’acciaio “aprendo un varco verso la zona rossa”. Poi, solo lui si sarebbe allontanato, scendendo dal tetto e allontanandosi tra i campi circostanti.
Sul web non si trovano resoconti di quell’evasione. C’è un articolo del Piccolo datato 22 settembre 2013, che però racconta una storia totalmente diversa: nel testo (anticipazione di quanto sarebbe uscito il giorno dopo sul giornale cartaceo) si raccontava di una fuga “in stile western” di tre stranieri, i quali erano riusciti a prendere al lazo la ringhiera esterna, facendo poi un salto di quattro metri sull’altro lato. Mentre loro fuggivano, “un gruppo consistente di ospiti faceva arretrare dalle loro postazioni i militari e i poliziotti con lanci di sedie e bottiglie riempite di sassi”.
“Raramente chi scappa viene poi rintracciato”, scriveva il sito.
Il centro di espulsione venne chiuso meno di due mesi dopo, a novembre 2013, quando ulteriori rivolte avevano portato a 18 i posti disponibili, a partire dai 268 previsti in origine. Il centro è al momento adibito all’accoglienza dei migranti.
I mass media non scrivono per quanto tempo lo straniero arrestato dovrà rimanere in carcere prima di un nuovo tentativo di rimpatrio.

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