Impronte digitali con l’uso della forza?

Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha dichiarato l’altro ieri all’Ansa che “sta lavorando” per introdurre l’uso della forza nella raccolta delle impronte digitali dei migranti. “Ho messo allo studio una norma sulla gestione degli hotspot per risolvere alcune possibili difficoltà, ha detto Alfano, “Stiamo lavorando a una ipotesi articolata che riguarda diversi aspetti, compreso quello dell’uso della forza nei confronti di coloro che si rifiutano di sottoporsi al fotosegnalamento che è obbligatorio per il nostro ordinamento e per quello europeo”.
Alfano ha anche ricordato che “i nostri giudici hanno detto che, a determinate condizioni, un uso proporzionato della forza ci può essere”. Bisogna soltanto stabilire con certezza quali sono queste condizioni, per evitare denunce nei confronti dei poliziotti.
I quali comunque non sono stati entusiasti dell’iniziativa. Al contrario. Il segretario nazionale di uno dei sindacati di polizia, il Siulp, ha definito la proposta “una boutade” che espone gli appartenenti alle forze dell’ordine a “responsabilità penali ed esistenziali” che si aggiungono all’ulteriore carico di lavoro. Una “trappola diabolica”.
Lo stesso capo della polizia aveva detto due mesi fa, di fronte alla Commissione d’inchiesta della Camera sui centri per immigrati: “Non c’è nessun poliziotto disponibile a rischiare di spezzare un dito per prendere le impronte, questo lo posso assicurare. E’ una complicazione inutile che andiamo ad affrontare”. E aveva spiegato che i sistemi per rilevare le impronte prevedono che il dito sia poggiato senza schiacciare troppo, e fatto roteare: insomma, una operazione non può essere fatta usando la forza.
Un altro sindacato di Polizia, il Coisp, ha reagito in maniera molto indignata: “Ci si metta Alfano a fare i fotosegnalamenti con la forza per far piacere ai signori di Bruxelles”!
La richiesta di “dare una cornice legale più solida alle attività negli hotspot, in particolare per permettere l’uso della forza per la raccolta delle impronte e prevedere di trattenere più a lungo i migranti si troverebbe in un documento di 10 pagine (più quattro di annessi) che la Commissione Europea avrebbe inviato a dicembre al Ministro Alfano. L’obiettivo da raggiungere, secondo le autorità europee, sarebbe il “100% nella raccolta dattiloscopica”.
Commentando la notizia, Salvini aveva commentato a dicembre: “Adesso visto che l’Europa impone di prendere anche con la forza le impronte digitali a coloro che sbarcano (quando l’abbiamo chiesto noi, la stessa identica cosa, eravamo razzisti, sciacalli, fascisti, eccetera; arrivano sempre in ritardo sulle proposte della Lega) adesso mi aspetto che Alfano prenda con la forza le impronte digitali di chiunque sbarchi in Italia”.

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