Commissione Cie: Gelli presidente. E ora?

Il responsabile sanità del Partito Democratico, Federico Gelli, è stato nominato presidente della Commissione d’inchiesta sui centri per migranti.
Il suo nome circolava già da una settimana, e aveva suscitato proteste da parte del Movimento 5 Stelle, che aveva annunciato barricate, e poi anche da parte di Sel.
Nessuno finora ha commentato la nomina, e i pochi siti web che hanno riportato la notizia non ci hanno messo nessun riferimento a quanto si è detto nei giorni scorsi. Lunedì il deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe Brescia (uno dei tre del suo schieramento presenti in commissione), aveva scritto su Facebook: “Il Pd ha scelto una persona completamente estranea ai lavori della Commissione, nonostante vi fossero altre competenze che potevano essere valorizzate: si tratta di una logica partitocratica che non accettiamo. E siamo disposti anche ad abbandonare i lavori a San Macuto se si decidesse di proseguire su questa strada”.
Erasmo Palazzotto, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, nonché segretario della Commissione, aveva dichiarato: “Nulla di personale nei confronti di Gelli. Ma la logica non può essere quella di occupare posti e di piazzare alla prima occasione utile quelli che non è stato possibile premiare nell’ultima girandola degli incarichi: in questo modo si subordinano i lavori della commissione alle dinamiche interne del Pd e ai rapporti tra i partiti di maggioranza”.
Presidente e vicepresidenti fanno parte della maggioranza. Cosa che le opposizioni contestano, visto che la Commissione deve indagare “su cose che riguardano questo governo”: “la maggioranza di governo non può pretendere di essere controllore e controllato”, dice Palazzotto. “Daremo battaglia perché tutti gli aspetti emersi in questi mesi entrino nella relazione finale, a partire dai fenomeni corruttivi già emersi dalle inchieste sul Cara di Mineo e Mafia Capitale”.
Sul sito del Fatto un commento ricorrente da parte dei lettori è stato: “Gelli, un nome una garanzia”.
Qualcuno ha ironizzato sul fatto che il nome di Gelli compare in un vecchio articolo, di quasi tre anni fa, pubblicato dal sito del Sole 24 Ore, nel quale si raccontava che sette deputati del Pd avevano scritto una lettera all’ambasciatore degli Stati Uniti per protestare contro la nuova versione del gioco da tavolo Monopoli che, a loro dire, inneggiava alla finanza irresponsabile, non avendo, tra l’altro,  la casella della prigione.
Lui comunque ha annunciato che porterà avanti “l’ottimo lavoro finora svolto dal mio predecessore e dai colleghi per garantire il massimo impegno nei confronti di chi arriva nel nostro paese in cerca di un aiuto. […] Farò il massimo per onorare la fiducia concessa dai membri della commissione”.
Il suo predecessore è Gennaro Migliore, che ha da poco abbandonato l’incarico per diventare Sottosegretario alla Giustizia.
Gelli ha anche fatto riferimento alle parole di Gianfranco Rosi, vincitore pochi giorni fa dell’Orso d’Oro a Berlino con il docufilm Fuocoammare.
Intanto, sul fronte della cronaca, il sito di un’emittente pugliese riferisce di “materassi in fiamme al Centro di Identificazione migranti di Bari”. L’incendio sarebbe scoppiato “per cause da accertare”, un certo numero di migranti sarebbe stato trasferito “nei moduli non intaccati dalle fiamme”.

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