Venezia, nigeriano violento scortato a Bari

Un trentanovenne nigeriano è stato fermato dai carabinieri mentre chiedeva l’elemosina fuori da un supermercato a Marcon, Venezia.
L’uomo è stato trasferito a Bari per via aerea, ed è attualmente recluso nel locale Centro di Identificazione ed Espulsione.
La settimana scorsa lo straniero era già stato arrestato dai carabinieri per avere aggredito una vigilessa che giorni prima gli aveva notificato la decisione con cui l’apposita commissione aveva respinto la sua istanza di concessione di asilo politico in Italia.
Condannato per direttissima a un anno, nove mesi e venti giorni di carcere, era stato subito rimesso in libertà.
Suscitando così un prevedibile vespaio. Il sindaco della città aveva detto che sarebbe stato meglio rimpatriare il nigeriano, mentre il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, si era scagliato contro le “leggi colabrodo di questo stato inerme”. Il fatto che un uomo appena condannato quasi due anni di galera si ripresenti a mendicare nelle strade “succede in un’Italia che si lascia sbeffeggiare con il suo buonismo ipocrita, le sue norme ipergarantiste, il suo approccio caotico ai problemi dell’immigrazione”, aveva detto Zaia. “Un paese serio avrebbe preso questo signore e lo avrebbe rispedito a casa senza se e senza ma”.
Intanto a Maron il sindaco e il comandante dei vigili si sono congratulati di persona col cittadino che è intervenuto per fermare l’aggressione contro la vigilessa.
Si tratta di un ex giocatore di rugby. “Un esempio per tutti di un grande senso civico”, nelle parole del sindaco. “Nulla di eccezionale, ho agito d’istinto per aiutare l’agente in difficoltà”, ha detto lui.

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