Soluzione temporanea

Un articolo pubblicato su Melting Pot, redatto a cura della rete regionale Refugees Welcome to Italy, ricostruisce il quadro dell’accoglienza agli immigrati nel Friuli Venezia Giulia.
C’è anche qualche riferimento dettagliato all’ex Cie di Gradisca, chiuso a novembre 2013, ma dal gennaio di quest’anno aperto, in via temporanea, come estensione del centro di accoglienza.
“Il Cie è sempre rimasto in funzione come Cara improvvisato”, si legge nell’articolo, in neretto, in polemica con “diverse vesti” che “si sono stracciate” il mese scorso “al grido di: ‘Il Cie di Gradisca è stato riaperto!'”
A ottobre infatti la soluzione temporanea è finita di nuovo sotto gli occhi di tutti, quando un centinaio di profughi vi sono stati ospitati, dopo che l’Isonzo, a causa delle piogge, aveva allagato l’accampamento nel quale gli stranieri erano costretti a vivere nell’indifferenza generale.
Secondo l’articolo di Melting Pot la modalità di convenzione esistente tra l’ente gestore del Cara e la Prefettura di Gorizia non sarebbe chiara. A marzo l’associazione Tenda per la Pace e i Diritti ha presentato un’istanza di accesso agli atti, alla quale sembra non è seguita nessuna risposta.

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