Espresso intervista lo spacciatore di bufale

L’Espresso ha intervistato il creatore del sito Senzacensura.eu, denunciato a fine agosto dalla polizia postale con l’accusa di istigazione alla discriminazione razziale.
Sul sito venivano pubblicate notizie false nelle quali gli immigrati erano responsabili dei crimini più efferati.
Grazie ai social network le notizie si diffondevano a macchia d’olio: l’autore, un ventenne residente in provincia di Caltanissetta, parla di 500 mila lettori al mese, che potevano fruttargli anche 2 euro ogni mille contatti.
La sua linea difensiva è che lui non voleva certo istigare alla discriminazione: voleva soltanto guadagnare un po’ di soldi con internet.
Secondo lui era palese che si trattava di notizie inventate: “Solo chi non ha facoltà di discernimento poteva crederci”.
“Non mi sembra che dopo avere letto i miei articoli i lettori siano scesi in piazza con un machete per colpire gli extracomunitari di passaggio. Altrimenti dovrebbero farlo anche dopo avere visto un tg”, dice il ventenne.
E a proposito dei social network afferma: “Consiglio di utilizzarli per passatempo: non per informarsi”.
Le forze dell’ordine sono intervenute in quanto non si trattava di un singolo articolo, ma di una reiterazione nel tempo, che portava le persone a provare un risentimento di fondo nei confronti degli immigrati.
L’intervista è stata pubblicata sul sito dell’Espresso con un piccolo richiamo sulla home page, nella sezione attualità.
Sugli altri siti web nazionali non c’è quasi niente su questa storia.
Vice il primo settembre aveva raccolto in un articolo vari link riguardanti la notizia e la tematica delle bufale online in genere.
La Stampa invece, lo stesso giorno, la buttava in politica: “Viene da chiedersi perché un ventenne che fomenta odio diffondendo falsità per guadagnare pochi spiccioli venga denunciato e bloccato, mentre diversi politici che come sciacalli visitano baracche di clandestini o luoghi di tragedie dell’immigrazione proferendo messaggi xenofobi per raccattare consenso elettorale possano agire indisturbati”.

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