I figli di Karima in comunità protetta

I quattro figli della donna che aveva bloccato il traffico a Torino alcuni giorni fa per protestare contro la reclusione del marito nel Centro di Identificazione ed Espulsione sono stati portati in una comunità protetta.
Lei invece è stata portata in ospedale, seguita dal servizio di salute mentale.
La donna ha rifiutato di entrare in comunità insieme ai suoi figli. Non si è rassegnata a quanto è accaduto.
Secondo quanto hanno scritto i giornali nei giorni scorsi, il marito era stato riconosciuto come irregolare nel momento in cui si era recato volontariamente dai carabinieri per denunciare un’aggressione a sfondo sessuale subita dalla figlia nei pressi dei bagni del parco Valentino.
Tutta la famiglia aveva bloccato per ore corso d’Azeglio, poi lei era stata convinta a desistere in cambio della possibilità di incontrare il marito. Sarebbe dovuta poi andare in una casa-famiglia, ma se ne era allontanata facendo perdere le proprie traccie.
Era poi ricomparsa per bloccare di nuovo la strada, ma stavolta le forze dell’ordine non sono state così comprensive, e l’hanno affidata ad uno psichiatara.
La figlia più grande ha 16 anni, la più piccola ha appena un’anno.
Scrive Repubblica che già in passato la coppia avrebbe rifiutato le soluzioni abitative che erano state loro proposte dal Comune di Torino.
Dormivano all’addiaccio da luglio.
L’uomo può essere rimpatriato coattivamente, mentre la donna no, vista la presenza dei figli minori.

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