Roma, l’assessore: chiudere il centro Baobab

L’assessore alle politiche sociali di Roma Capitale, Francesca Danese, nel corso di un’audizione di fronte alla Commissione d’Inchiesta sui centri per migranti, ha affermato che bisognerebbe chiudere il centro Baobab, che accoglie centinaia di migranti eritrei nei pressi della stazione Tiburtina. Lo riporta il sito Lapresse.
Il motivo starebbe nei numeri troppo alti. “Le persone non possono continuare lì ammassate. Il centro va chiuso dopo aver ampliato quello che il comune ha allestito insieme alla Croce Rossa sempre nella zona Tiburtina”, ha spiegato l’assessore a Lapresse. Il sito non fornisce numeri: quante persone ospita al momento il centro? Quante persone dovrà ospitare la struttura della Croce Rossa?
Uno dei volontari di Baobab teme che avvenga come con lo sgombero di Ponte Mammolo, a cui è seguito l’accampamento alla stazione Tiburtina, durato “finché non sono arrivati i manganelli”, ma l’assessore fa notare che in quel caso la situazione era completamente diversa. Molti transitanti di Ponte Mammolo sono stati accolti in altre strutture, così come gli 87 stanziali, per alcuni dei quali è stato avviato un percorso di inserimento sociale e di borse lavoro. “Il problema a Tiburtina si è avuto in concomitanza della chiusura temporanea degli accordi di Schengen, per cui i transitanti non riuscivano a partire verso il nord Europa”, spiega l’assessore, che comunque ringrazia i volontari di Baobab, riconoscendo l’importanza del lavoro che stanno svolgendo.
La vicenda dei profughi che si erano accampati sugli scogli in a Ventimiglia dopo la chiusura, per loro, del confine con la Francia è caduta momentaneamente nel dimenticatoio. I flussi migratori intanto non si fermano: giovedì scorso in Liguria sarebbero arrivati 150 profughi, sabato altri 50, da smistare tra i vari comuni presenti sul territorio.
Il sindaco del comune di Bajardo, in provincia di Imperia (300 abitanti) si è dimesso a fine luglio a causa dell’eccessivo numero dei profughi ospitati in paese (29). Si era detto pronto a ritirare le dimissioni non appena avesse visto dei miglioramenti: si parlava di dimezzare il numero di migranti presenti, ma non era certo che la decisione potesse arrivare in tempo utile per permettere al primo cittadino di tornare sui suoi passi.
Gli ultimi aggiornamenti dal Mediterraneo parlano di un nuovo naufragio al largo della Libia, con 25 morti e 400 stranieri soccorsi grazie all’intervento dell’Italia.

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