Romoli contro Rossi e Brandolin

Nuovo articolo sul sito del Piccolo per dare spazio alle dichiarazioni del sindaco di Gorizia Ettore Romoli.
Il quale da giorni sta protestando contro la decisione di trasferire altrove 25 richiedenti asilo momentaneamente ospitati nei locali del Centro di Identificazione ed Espulsione di Gradisca d’Isonzo.
Secondo lui la decisione è stata sbagliata, perché bisognava dare la precedenza a trovare una sistemazione agli oltre cinquanta stranieri che dormono all’addiaccio nelle strade della città.
“Ma la preoccupazione delle istituzioni che si occupano del problema, su pressione del Pd, vedi interventi di Rossi e Brandolin, non è quella di dare un tetto a questi disgraziati, trasferendoli da qualche altra parte, ma solo di soddisfare le esigenze ideologico elettorali di qualcuno che vuole chiudere subito il Cie di Gradisca, senza pensare che oggi questa struttura ha una funzione diversa e consente di dare un tetto a persone che stanno sulla strada”, ha detto Romoli.
A differenza dei giorni scorsi vengono fatti anche due nomi, quindi: Rossi e Brandolin. Il sito non spiega però cosa abbiano detto queste due persone a proposito della situazione in Friuli.
Il secondo è Giorgio Brandolin, parlamentare del Pd, che il mese scorso è stato impegnato nel tentativo, riuscito, di bloccare il progetto di trasformazione della caserma Lamarmora di Tarvisio in un centro di accoglienza.
La linea del Pd, portata avanti dalla presidente della regione Friuli Debora Serracchiani, è quella di evitare l’apertura di centri di accoglienza di grandi dimensioni e puntare invece sull’organizzazione di un sistema di accoglienza diffusa.
E Rossi, invece? Non si tratterebbe del presidente della regione Toscana Enrico Rossi (favorevole allo ius soli), nè ovviamente del cantante o del motociclista. Bensì del segretario provinciale del Partito Democratico di Gorizia, a cui Romoli ha scritto alcuni mesi fa, invitandolo a sensibilizzare i sindaci del suo partito affinché diano concreta disponibilità a collaborare all’accoglienza dei migranti.
In risposta a quella lettera, Rossi aveva detto che l’utilizzo di caserme dismesse ancorché ancora agibili era “nel breve termine, la soluzione più efficace, pur constatando l’incomprensibile resistenza dell’amministrazione della difesa”.
Sulla situazione di Gradisca, Rossi era stato chiaro: 200 ospiti del Cara su 6000 abitanti è un numero eccessivo. Per cui aveva manifestato la totale contrarietà sia alla riapertura del Cie, sia all’ampliamento del Cara.

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