Gorizia, difficoltà a far partire l’accoglienza diffusa

Il prefetto di Gorizia Vittorio Zappalorto ha dichiarato al quotidiano triestino il Piccolo: “Non nascondiamoci dietro un dito: l’accoglienza diffusa non è ancora partita, e incontriamo difficoltà a renderla operativa. In questo momento l’unica struttura a disposizione è l’ex Cie di Gradisca d’Isonzo”.
L’ex centro di espulsione era stato chiuso a seguito dei danni subiti nel corso di una delle numerose rivolte. Al suo interno si sono già svolti lavori di ripristino per renderlo operativo di nuovo, nonostante la contrarietà da parte delle autorità locali. Da parecchie settimane viene utilizzato per aumentare la capacità del vicino Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo di una cinquantina di posti. Doveva essere una soluzione temporanea, ma non se ne vede la fine.
Il prefetto ha dichiarato che nella provincia i richiedenti asilo continuano ad arrivare, quotidianamente, a piccoli gruppi. “Giungono qui dai paesi dell’Europa, attraversando principalmente il valico di Tarvisio. Sono tutti di nazionalità afghana e pachistana”. “Dobbiamo imparare a convivere con questo fenomeno”, ha detto ancora il prefetto, “stiamo cercando di mettere in piedi questo benedetto sistema di accoglienza diffusa ma si tratta di una sfida difficilissima”.
Si sta lavorando per mettere a punto i dettagli di una convenzione siglata con il comune di Cormòns per ospitare 15 persone, e per adattare l’ex caserma dei Carabinieri di Savogna d’Isonzo.
Sul sito del Piccolo oggi è anche visibile il video del tunisino col kalashnikov, di cui si è parlato ieri.
Le immagini mostrano l’uomo che arriva con una motocicletta di fronte al parcheggio della questura di Gorizia, fa un discorso in arabo di fronte alla telecamera, inquadra un kalashnikov e poi le auto della polizia parcheggiate.
Il video è stato diffuso senza l’audio, quindi nessuno sa che cosa stava dicendo l’uomo.
Le forze dell’ordine sono intervenute dopo essersi imbattute nel filmato, hanno identificato lo straniero e perquisito la sua abitazione, scoprendo che il kalashnikov era solo un’arma giocattolo, non in grado di sparare.
Comunque l’uomo è stato denunciato per procurato allarme.

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