Roma, uova contro la Croce Rossa

Un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo No-Tav che si è svolto ieri a Roma per lanciare uova contro la sede della Croce Rossa in via Prenestina.
Lo scrive il sito Online-News, secondo cui il cancello della struttura è stato imbrattato dai manifestanti con vernice nera.
Il motivo del blitz sarebbe che “la Croce Rossa è complice delle torture nei Cie”.
In effetti in passato la struttura gestiva tre centri di espulsione: quello di Roma, quello di Milano e quello di Torino. Col passare del tempo però sono stati assegnati nuovi appalti, e nuovi gestori sono subentrati.
Al momento, anche se i media mainstream non dicono quasi nulla in proposito, sembra che tutte e tre le strutture siano finite in mano al consorzio di imprese formato dalla francese Gepsa e dall’associazione italiana Acuarinto.
I Cie di Roma e di Torino sono ancora in funzione (quest’ultimo è agibile solo per un decimo della capienza originaria), mentre quello di Milano è stato trasformato in Centro di Accoglienza per i Richiedenti Asilo, dopo che la gestione era stata assegnata a Gepsa, che comunque ha mantenuto l’appalto.
Secondo l’articolo (pubblicato identico anche sul sito di Repubblica) lo striscione di testa del corteo diceva “Sabotiamo i Tav”.
I siti d’informazione però pubblicano la foto di un altro striscione, che dice “Fermarli è possibile – Sfratti, devastazioni ambientali, sgomberi, grandi opere”.

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