Gradisca, visita all’ex Cie

Una delegazione composta da consiglieri comunali, esponenti politici regionali e associazioni aveva in programma di visitare il Cie di Gradisca, ieri.
L’annuncio della visita è stato pubblicato sul quotidiano triestino Il Piccolo, ma sulla notizia non sono giunti ulteriori aggiornamenti.
I locali dell’ex centro di espulsione friulano vengono utilizzati in questi giorni, solo temporaneamente, per l’accoglienza di un gruppo di una quarantina di profughi, che nel giro di pochi giorni dovrebbero essere trasferiti all’hotel Friuli di Grado (tre stelle).
In serata invece era prevista un’assemblea aperta organizzata da Sinistra Ecologia e Libertà in cui si sarebbe parlato di tematiche relative ai migranti.
Era annunciata la presenza del parlamentare Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sel.
Il partito sta organizzando un incontro della durata di 3 giorni che si svolgerà a Milano a partire dal 23 gennaio prossimo, dal titolo “Human Factor“, in cui si discuterà di tutte le principali tematiche che riguardano l’Italia, tra cui anche diritto di asilo e sistema di accoglienza.
La Lega Nord è intervenuta nel dibattito di questi giorni per bocca del referente locale Ballaben. Il quale ha parlato di “un Pd totalmente allo sbando” che “si è visto sfuggire di mano una situazione che lo stesso partito ha contribuito a creare col suo approccio improvvisato al fenomeno immigrazione”.
Ballaben dice che è vero che i profughi hanno diritto a una vita migliore, “ma non a discapito delle comunità e delle famiglie che li ospitano e che già soffrono parecchio a causa della crisi”.
A novembre del 2013, poco dopo la chiusura del Cie di Gradisca a seguito dei danni subiti nel corso delle rivolte organizzate dai reclusi, il parlamentare leghista Massimiliano Fedriga aveva chiesto che la struttura fosse ripristinata quanto prima.
“Non possiamo pemettere che lo Stato pieghi la schiena di fronte agli atti vandalici commessi dagli immigrati clandestini ospitati nel Cie isontino”, aveva scritto Fedriga su Facebook.
Visitando il centro di espulsione a luglio scorso, il vicesindaco di Gradisca aveva dichiarato: “non so come si possa ipotizzare un ampiamento del Cara nell’area Cie, perché sono due strutture completamente diverse, vocate a cose completamente diverse”.
Il Cie era, secondo la sua impressione, “un carcere a tutti gli effetti”, e i lavori che erano in corso erano “solo in quest’ottica qua: per un ripristino del Cie”.

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