Torino, torna il riscaldamento

La vicesindaco di Torino, Elide Tisi, ha annunciato in consiglio comunale che è stato ripristinato il riscaldamento nel Centro di Identificazione ed Espulsione cittadino.
La notizia è stata riportata da vari siti web, senza ulteriori dettagli sulla soluzione che è stata trovata e sui relativi costi.
Già nei giorni scorsi era stata trovata una soluzione provvisoria, che aveva permesso di alzare di qualche grado la temperatura dell’acqua e degli ambienti. Una delegazione di Sinistra Ecologia e Libertà aveva visitato il centro, e diffuso un video realizzato nel corso dell’ispezione.
La vicesindaco ha comunque riconosciuto che i Cie sono “un’esperienza fallimentare, la cui chiusura rimane un obiettivo che impegna questa amministrazione nei confronti del governo”.
A febbraio il consiglio comunale ha votato a favore di una risoluzione che impegna il sindaco a chiedere ufficialmente al governo la chiusura dei Cie di corso Brunelleschi.
La struttura era stata progettata per ospitare oltre 210 persone, mentre la sua capienza attuale è di appena 21 posti. La gran parte del centro è tuttora inagibile.
La risoluzione approvata a febbraio era stata appoggiata dal Pd e da Sel. Non dal Movimento 5 Stelle, che comunque è favorevole alla chiusura del Cie, ma solo a condizione che si trovi un sistema più umano per espellere gli irregolari.
Lega e centrodestra sono contrari a chiudere il centro di espulsione.
Il sito Nuova Società riporta alcune dichiarazioni che sono state rilasciate in consiglio comunale nel corso della discussione sull’argomento.
Un esponente della Lega ha dichiarato che “sarebbe più utile aiutare i clandestini a casa loro. Dovremmo poi mandare al Cie gli abitanti dell’ex Moi, per identificarli e quindi espellere dall’Italia i clandestini e aiutare i rifugiati che scappano dalla guerra. Dovremmo anche valutare uno spostamento del Cie fuori città, per evitare continui disagi e vessazioni ai torinesi”.
Anche un esponente dell’Ncd collega la questione del Cie con quella dell’ex Moi. “Ormai il vero Cie è l’ex Moi. Se anche verrà chiudo il Cie, che ne sarà dell’ex Moi? Vogliamo sottrarre i migranti clandestini all’assistenza istituzionale per affidarli ad altre strutture, illegali, controllate da non si sa chi?”
Il consigliere da per scontato che il Cie sia un centro di assistenza.
L’ex Moi è l’insieme delle palazzine costruite per gli atleti in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006, occupate in seguito da stranieri provenienti dall’Africa.
Pochi giorni fa il segretario della Lega Salvini è stato in visita nel quartiere. Con un consistente spiegamento di forze dell’ordine, per evitare contatti tra la manifestazione leghista e i numerosi contestatori presenti a breve distanza.

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