Torino, al Cie caldaia rotta

La caldaia del Centro di Identificazione ed Espulsione di Torino è rotta da due giorni.
Lo scrive Repubblica, raccontando che due esponenti locali di Sinistra Ecologia e Libertà si sono presentati sul posto per una ispezione a sorpresa. Sono stati però respinti all’ingresso, in quanto i politici locali non possono fare visite nei Cie senza preavviso, come invece avviene nelle carceri. Dovranno presentare domanda alla Prefettura, e attendere poi una risposta.
A quanto scrive Repubblica la riparazione è complicata e costosa.
Ieri mattina la temperatura a Torino era a quasi due gradi sotto zero.
La notizia compare su Repubblica nella home page nazionale, mentre sul sito della Stampa (quotidiano di Torino), non appare neanche nella home page locale.
Sui siti di Sel non compare nessun comunicato in proposito. I due consiglieri in questione Curto e Grimaldi, a febbraio scorso erano stati i firmatari, assieme ai consiglieri comunali del Pd, di una mozione che impegnava il Sindaco di Torino a chiedere al Governo di superare nel più breve tempo possibile i Cie, considerati una “esperienza fallimentare”. La mozione era poi stata approvata in consiglio.
A votare contro erano stati il centrodestra e il Movimento 5 Stelle.
Il consigliere del Movimento 5 Stelle Vittorio Bertola aveva scritto in un comunicato sul suo sito web che lui era favorevole alla chiusura del centro di espulsione. Aveva votato contro in quanto considerava la mozione “demagogica”, visto che non prevedeva la precisazione che bisogna trovare un modo alternativo per espellere chi non è in regola. “Io credo che le frontiere aperte per tutti, tanto più in un momento di crisi, portino solo guerra tra poveri, sfruttamento e ulteriore razzismo”, aveva scritto Bertola in quell’occasione.
Il consigliere linkava anche un lungo confronto avvenuto su Facebook tra lui e il consigliere Curto.
L’altra consigliera del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, aveva invece deciso di appoggiare la mozione, come ha spiegato in un comunicato pubblicato su Facebook. Il giorno della votazione però era assente per malattia.
Agli utenti che le chiedevano come mai aveva una posizione diversa rispetto all’altro esponente del Movimento, la Appendino rispondeva: “Quando votiamo sui temi su cui non c’è posizione né nazionale né comunale, votiamo secondo coscienza”.

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