Spessotto chiede un’indagine ministeriale

La deputata del Movimento 5 Stelle Arianna Spessotto ha chiesto un’indagine ministeriale sul caso Emra al ministro dell’interno Alfano e al ministro della Giustizia Orlando.
Emra è un 22enne nato in Italia da genitori serbi, residente a San Donà di Piave, provincia di Venezia, che la scorsa settimana è stato fermato ad un controllo e trasferito nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Bari.
Secondo la Spessotto, portavoce veneta del M5s, in merito alla gestione di questo caso sembrano configurarsi “gravi responsabilità”, per cui il ragazzo sarebbe “ingiustamente detenuto”.
“Contesto la legittimità del provvedimento di espulsione notificato a Emra, dal momento che nell’ordinanza è stato inserito il numero di passaporto di sua madre, serba per nascita, mentre il ragazzo è in possesso di un regolare certificato di nascita e carta d’identità italiana”, ha dichiarato la deputata. “Queste informazioni relative alle origini di Emra dovevano essere già in possesso della Questura di Venezia, dal momento che il ragazzo era stato già fermato nel 2013 per analoghi controlli: in quella circostanza gli accertamenti successivi al fermo avevano dimostrato come il ragazzo fosse regolarmente nato in Italia mentre ora, a seguito del nuovo fermo, è stato emesso un decreto di espulsione riguardante luogo di nascita ed estremi del passaporto non corrispondenti a quelli del ragazzo”.
La Spessotto chiede ai ministri di “far luce sugli errori commessi nella mala gestione” di questa vicenda, e di fare in modo che il ragazzo “possa tornare a casa nel più breve tempo possibile”.
La storia di Emra, che finora era stata riportata solo dai siti web del nord Italia, è finita anche su quelli del sud, visto che il ragazzo si trova recluso a Bari.
Il sito della Gazzetta del Mezzogiorno gli ha dedicato un articolo (seppure un po’ trascurato) dal titolo “Un amico denuncia: ‘Nel in Cie di Bari rinchiuso un italiano'”.
Nel titolo c’è un errore, e la foto accanto all’articolo è di repertorio.
Non viene mai fatto riferimento al fatto che l’amico di Emra, Denis Mazzon, dice di essere presidente dell’associazione Senza Frontiere, come riportato dai siti web nei giorni scorsi. Forse anche perché, cercando sui motori di ricerca il suo nome insieme a quello dell’associazione, non viene fuori alcun sito ufficiale.
Scrive il sito che l’avvocato di Emra avrebbe accusato la Prefettura di aver “dichiarato il falso e prodotto documenti falsi”.
A quanto scrive il sito, l’avvocato ha raccontato che da quando ha compiuto 18 anni il ragazzo ha richiesto il permesso di soggiorno, “che gli è stato regolarmente rilasciato ogni anno fino al 2013, quando la Questura ha deciso di non rinnovarglielo per motivi di famiglia, che ora dovremo capire bene cosa sono”.

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