Numerosissimi precedenti

La Nuova di Venezia fornisce pochi dettagli in più rispetto agli accompagnamenti al Cie di Trapani eseguiti dalla Questura di Venezia, a seguito dei controlli straordinari che stanno avvenendo sul territorio.
Un marocchino è stato rintracciato a martedì scorso, un tunisino il giorno successivo. Secondo il sito “entrambi sono risultati avere numerosissimi precedenti in materia di reati contro la persona, il patrimonio, l’immigrazione e legge sugli stupefacenti”.
L’articolo non entra maggiormente nel dettaglio (quale persona? quale patrimonio? che tipo di stupefacenti?), essendo impostato soprattutto sul bilancio complessivo dell’operazione, che sembra avere incontrato “l’apprezzamento dei cittadini”.
La foto accanto all’articolo è quella del Questore, il quale “è contento della risposta ottenuta dalla cittadinanza” e spera di poter ottenere una proroga da parte del Ministero dell’Interno ad una operazione la cui durata prevista è di un mese.
Sempre nell’ambito della stessa operazione sono stati già rimpatriati altri due stranieri, un albanese e un moldavo, “quale pena sostitutiva della detenzione” a seguito di condanna per “reati in materia di stupefacenti”.
Quali stupefacenti? Anche qui si resta nel vago.
Altri cinque stranieri irregolari hanno invece ricevuto un decreto di espulsione, con l’ordine del Questore di allontanarsi dal territorio nazionale entro sette giorni. Si tratta di persone di nazionalità georgiana, albanese e del Bangladesh, privi di permesso di soggiorno.
Lo stesso sito, in materia di immigrazione racconta che nlla giornata di ieri sono stati individuati undici afghani che si erano introdotti illegalmente sul territorio italiano.
Dieci di loro, tutti uomini, provenienti dalla Grecia, sono stati individuati su segnalazione degli operai di una ditta di trasporti, che hanno sentito dei rumori provenienti dall’interno di un container. Un altro invece è un ragazzo che ha telefonato ai parenti per chiedere loro di avvertire le forze dell’ordine del suo arrivo. La polizia di frontiera “è potuta arrivare sul posto e liberarlo, nonché soccorrerlo”, scrive il sito.
Cosa ne sarà di loro? Al momento sembra che nessuno se l’è chiesto (almeno sul web).

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