Polemiche a Gorizia

Alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal Prefetto di Gorizia hanno suscitato varie reazioni tra le associazioni e i politici locali, alcune favorevoli altre contrarie.
Il Prefetto aveva detto: “Questi non sono profughi sono semplicemente furbi”. “Almeno il cinquanta per cento di questa gente non ha diritto ad essere definita profugo. Si tratta di stranieri che provengono da altri Paesi dell’Unione europea che non hanno diritto a nessun tipo di assistenza. Sono dotati di carte di credito che la maggior parte della gente se le sogna, si spostano in aereo, atterrano a Venezia e poi vengono a Gorizia a mettersi in fila per il rilascio dell’asilo politico”. “La commissione territoriale per richiedenti protezione internazionale dovrebbe capire una volta per tutte il gioco che stanno facendo. Eviterebbe anche di far spendere un sacco di soldi allo Stato italiano”. “Gorizia è ormai la lampedusa del nord”. “E’ il governo centrale che deve accollarsi la gestione del caso Gorizia, noi non reggeremo a lungo”. “Mi rendo conto che le mie dichiarazioni potranno sembrare oltremodo forti, ma credetemi che siamo vicini al punto di non ritorno”.
Michele Migliori, dell’associazione radicale Trasparenza è Partecipazione, ha risposto con una lettera in cui dice che “non spetta al Prefetto stabilire lo status individuale di decine di persone che abbiamo incontrato nei giorni scorsi”, bensì la commissione territoriale “dopo attento e approfondinto studio”, che “non deve essere vittima di esternazioni istituzionali come quelle del Prefetto”.
Migliori si è anche detto contrario all’idea di riconvertire il Cie di Gradisca all’accoglienza dei rifugiati, come è successo a Milano e Bologna.
A dare ragione al Prefetto è invece il sindaco di Gorizia, che dice: “La questura, nell’ultima riunione del comitato provinciale per l’ordine pubblico, ha ufficialmente dichiarato che tre richiedenti asilo su quattro sono persone che avevano inoltrato richiesta di rifugiato in altre parti d’Europa. Una volta respinti, hanno scelto la destinazione di Gorizia. Perché secondo il tam tam che si è instaurato tra i profughi o presunti tali, qui c’è una commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato particolarmente buona e di manica larga”.
Solo ieri, sul sito del Piccolo sono apparsi vari articoli riguardanti la questione: uno sulle reazioni di alcuni politici locali, un’altro sul presidio che la Lega Nord ha subito indetto contro i “furbetti dell’immigrazione”, un’altro sulle associazioni che dicono “non sono furbetti ma persone bisognose”. Più altri due riguardanti la situazione dei profughi da ospitare a Gradina, con dichiarazioni del Presidente della Provincia e del sindaco di Doberdò.

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