Medu: ecco i dati sui Cie

L’associazione Medici per i Diritti Umani ha diffuso due tabelle riguardanti le persone transitate nei Centri di Identificazione ed Espulsione italiani nell’arco di tutto il 2013.
Le tabelle riassumono l’esito della detenzione dei trattenuti, cioè spiegano quante persone sono state rimpatriate, quante hanno ricevuto la protezione internazionale, quante sono stati dimesse per scadenza termini, eccetera.
Nella prima i dati sono riferiti ai singoli centri di espulsione che all’epoca erano presenti sul territorio nazionale: sono dieci quelli che sono stati in funzione, anche solo per una parte dell’anno.
Nella seconda gli stessi dati vengono suddivisi a seconda della nazionalità dei trattenuti. In tal modo ci si può rendere conto meglio sia di quali sono le proporzioni, sia dell’efficenza degli accordi di rimpatrio con i singoli stati di provenienza.
Nel corso dell’anno il totale di stranieri transitati nei Cie è stato di 6016: 5431 erano uomini, 585 le donne.
I rimpatri sono stati 2749 (2999 uomini e 250 donne), ovvero il 45% del totale. In pratica meno della metà delle persone che vengono trattenute nei centri di espulsione viene effettivamente rimpatriata.
150 persone hanno ottenuto la protezione internazionale, 300 sono state dimessi per scadenza termini, 909 non hanno ricevuto la convalida da parte dell’autorità giudiziaria, 1165 sono stati dimesse per vari motivi, tipo salute, gravidanza, motivi di giustizia, accoglimento di un ricorso).
Molto alto è il numero di stranieri “allontanatisi”, cioè evasi: 909 (tutti uomini).
La maglia nera per numero di allontanamenti spetta al Cie di Trapani Milo: 674. Al secondo posto quello di Caltanissetta con 157.
Per quanto riguarda le nazionalità, 1472 dei 6016 trattenuti totali erano tunisini, 1034 marocchini, 578 nigeriani, 487 albanesi.
Superano le 300 unità i rumeni, gli egiziani e gli algerini. Ucraini e georgiani sono oltre quota 100. Seguono cinesi e ben 1095 persone di altre nazionalità.
La percentuale più alta dei rimpatriati riguarda gli albanesi: 80,1%. Quella più bassa è quella degli algerini: 28,4% (90 su 317).
I tunisini invece sono sul 38,3% (564 su 1472).
Tra gli allontanatisi sono proprio i tunisini il gruppo più consistente: 472 persone. Seguono i marocchini a 242.
Nella tabella “dimessi per vari motivi” il gruppo più numeroso tra le donne è quello delle nigeriane: 59. Probabilmente c’entra qualcosa lo sfruttamento della prostituzione, e la concessione di asilo per motivi di giustizia.
I dati diffusi riguardano solo l’anno 2013: in pratica sono aggiornati a 10 mesi fa. A quanto risulta, al momento sono attivi solo 5 centri di espulsione, sui 10 che risultano in queste tabelle. I dati riguardanti il funzionamento dei centri di espulsione vengono forniti solo in maniera sporadica da autorità e mezzi di informazione.

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