Piazzoni contro i Cie

La deputata di Libertà e Diritti-Socialisti Europei Ileana Piazzoni ha scritto un articolo contro i Centri di Identificazione ed Espulsione sul sito di Huffington Post.
La Piazzoni pochi giorni fa ha incontrato Sameh, uno dei due stranieri che stavano mettendo in atto una nuova protesta delle bocche cucite nel Cie di Ponte Galeria.
L’onorevole raconta che il tunisino è entrato e uscito dai centri di espulsione per ben 8 volte. “Parla benissimo italiano perché vive qui da tantissimi anni”, scrive la deputata, “per lui la Tunisia rappresenta un luogo ormai lontano, a cui non lo lega nulla, e dove non ha nulla”.
L’uomo è stato trasferito in un imprecisato centro di espulsione siciliano dopo il suo incontro con la delegazione di cui facevano parte la Piazzoni e la rappresentante della campagna LasciateCIEntrare Gabriella Guido.
Neanche il suo avvocato sa più nulla di lui. Era stata avviata una richiesta di protezione internazionale ma a quanto pare le autorità italiane sarebbero intenzionate a rimpatriarlo prima possibile.
Si dice che l’uomo abbia piccoli precedenti penali, ma i siti di informazione non hanno approfondito questo aspetto della vicenda.
Insieme con lui anche un algerino aveva messo in atto nei giorni scorsi la stessa protesta, cucendosi le labbra. I mass media online hanno poi diffuso la notizia del suo “allontanamento” dal Cie di Roma, approfittando di un trasferimento all’ospedale. Altri siti web hanno confermato l’evasione, ma hanno insinuato il dubbio che ad evadere potesse essere stato un altro straniero.
Comunque non sono stati forniti nomi, foto o altri elementi, e la notizia è scomparsa dalle cronache senza causare conseguenze.
Huffington post, dovendo linkare l’articolo della Piazzoni alle notizie simili, lo ha collegato alla protesta delle bocche cucite che venne messa in atto all’inizio di quest’anno, sempre a Ponte Galeria.
In quel caso la protesta ottenne una certa risonanza sui mass media: i fotografi ebbero la possibilità di entrare nel centro per scattare i ritratti degli stranieri che la stavano mettendo in atto.
Dopodiché, come al solito, l’attenzione è calata e non si sa come sono andate a finire le cose. Gli attivisti danno per scontato che tutti gli stranieri sono stati “deportati”, ovvero riportati al loro paese, sebbene alcuni addetti ai lavori avevano diffuso la notizia di un loro presunto rilascio.
L’articolo di Huffington Post è stato commentato da un solo utente, il quale, facendo riferimento a tre notizie di stranieri colpevoli di violenza contro le donne, conclude che i centri di espulsione andrebbero sì chiusi, ma col lucchetto.

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