Asti, l’autolesionismo non è reato

Un giudice del tribunale di Asti ha assolto uno straniero dal reato di resistenza a pubblico ufficiale perché il fatto non sussiste.
L’uomo, mentre degli agenti di polizia lo stavano accompagnando al Centro di Identificazione ed Espulsione di Torino, aveva estratto una lametta e aveva iniziato a ferirsi il braccio. Dopodiché aveva gridato “lasciatemi andare a casa o oggi mi ammazzo”. Gli agenti avevano dovuto ammanettarlo.
La sentenza risale ad aprile. Ora il sito Altalex ha pubblicato le sei pagine in cui il giudice spiega le motivazioni.
E’ vero che la giurisprudenza tende a considerare la minaccia di suicidio come resistenza a pubblico ufficiale, quando viene usata per impedire l’esercizio del pubblico ufficio, ma, scrive il giudice “non riteniamo di poter condividere un simile approccio, che si ritiene meritevole di ripensamento”.
Secondo il magistrato la violenza, per essere considerata tale, deve “incidere su qualcosa di alieno, di diverso dalla persona dell’agente”, cioè di chi la commette.
“In questi termini non è veramente dato capire in quale modo il suicidio di una persona possa rappresentare, in senso tecnico, un male ingiusto per un’altra”, scrive il giudice.
La notizia non è stata riportata dai mass media locali, quindi non abbiamo nessuna informazione concreta a proposito dello straniero interessato dalla sentenza. Che gli è capitato dopo essere stato rinchiuso nel centro di espulsione?

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