Appello per la chiusura del Cie di Bari

Gli intellettuali presenti al seminario “Violabilità dei diritti, l’esempio del Cie di Bari” hanno lanciato l’idea di una raccolta firme per la chiusura del Cie di Bari.
Lo scrive il sito Affari Italiani, che riporta anche dichiarazioni di alcuni sacerdoti che hanno partecipato all’incontro, e che sono contrari all’esistenza dei centri di espulsione.
“Sono luoghi non luoghi”, dice un sacerdote barese, “veri deserti politici e culturali, dove la totale assenza di attività si traduce in malessere e violenza”. Al loro interno ci sono “uomini privati della libertà, senza aver commesso nessun reato, uomini praticamente invisibili che non hanno voce”.
A chiedere la chiusura del Cie di Bari nei mesi scorsi è stata l’associazione Class Action Procedimentale, che ha ottenuto un’ordinanza da parte del tribunale che obbligava lo Stato ad eseguire dei lavori nella struttura entro l’inizio di aprile scorso per assicurare la conformità del centro alle linee guida ministeriali stabilite nel 2009.
Il mese scorso c’è stata una nuova sentenza che ha respinto un reclamo del governo e un ricorso dell’associazione. Comunque gli avvocati ritengono che, siccome i lavori nel Cie non sono stati eseguiti nella loro integrità, il Governo sarebbe tenuto a trasferire i reclusi in altri centri di espulsione per proteggere la loro dignità in attesa del completamento dei lavori.
L’ultimo comunicato dell’associazione risale 12 maggio scorso.

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