Giovanardi punta il dito contro la Prefettura

“Misericordia, un deficit milionario” è il titolo di un articolo della Gazzetta di Modena che affronta i recenti guai finanziari della Misericordia presieduta da Daniele Giovanardi, fratello del senatore Carlo.
A quanto pare c’è un buco finanziario nei bilanci dell’associazione che ammonta a uno o due milioni, scoperto all’improvviso di recente, che si aggiunge ad un altro deficit di 600-800 mila euro, rinegoziato con le banche e rateizzato poche settimane fa.
Giovanardi scarica una parte della responsabilità sulla direttrice della Misericordia, Anna Maria Lombardo, di cui in questi giorni ha affermato di essersi fidato ad occhi chiusi, e che invece sarebbe coinvolta nella questione del mancato pagamento dei contributi ai dipendenti. Ma fornisce qualche dettaglio anche sui rapporti tra Misericodia e Prefettura, per quanto riguarda i servizi erogati nei centri per stranieri”.
“Per parecchi anni abbiamo dovuto fare i conti con i ritardati pagamenti dello Stato per i servizi erogati nei centri dove venivano trattenuti i clandestini”, spiega Giovanardi alla Gazzetta. “Così anno dopo anno, visto che dipendenti e fornitori dovevano essere pagati regolarmente, noi facevamo i mutui in banca per pagarli, sicuri che alla fine lo Stato avrebbe pagato per i servizi ricevuti nella gestione del Cie. I funzionari al vertice della Prefettura di Bologna hanno continuato a garantire solo a voce i pagamenti, ma allo stesso tempo ci chiedevano di non interrompere la gestione per far fronte all’emergenza. Al tempo stesso venivano ridotti gli stranieri ospitati nella struttura, che passavano da 90 a 60. Alla fine, per effetto delle minori entrate e di pagamenti promessi ma mai arrivati, abbiamo accumulato altro deficit”.
Anche per quanto riguarda la gestione di altri centri di espulsione italiani si è fatto cenno a mancati pagamenti da parte dello Stato all’ente gestore. Tuttavia sindacati e attivisti hanno sempre messo sotto accusa l’esiguità della cifra prevista dall’appalto, senza soffermarsi sul fatto che questa cifra venisse puntualmente erogata oppure no.
Il fatto che il rimborso in proporzione al numero dei reclusi non tiene conto dei costi fissi di gestione e crea problemi finanziari in caso di capienza limitata dei centri è risaputo. Tuttavia i nuovi appalti vengono tuttora assegnati con lo stesso sistema. La cifra garantita dallo Stato si aggira attorno ai 40 euro giornalieri per recluso, mentre la Misericordia ai suoi tempi ne riceveva oltre 70. O almeno, avrebbe dovuto riceverli.

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