Cinque mesi a Ponte Galeria

Scrive Luigi Manconi sul suo blog sul sito dell’Unità che uno straniero è trattenuto da cinque mesi al Cie di Ponte Galeria, Roma, in attesa di espulsione.
L’uomo è nato in Italia, ad Aversa, ma ciò non basta per ottenere la cittadinanza.
Non viene rilasciato perché ha anche dei precedenti penali, non si sa di che tipo, per cui è considerato pericoloso socialmente.
L’articolo non dice qual’è la nazionalità di questo straniero. Dice solo che c’è una protesta da almeno quarantotto ore, e che “molti altri trattenuti” gli stanno dando man forte, lamentando “la scarsa attenzione nei loro confronti da parte del giudice di pace”.
Al momento la notizia non sembra essere stata ripresa dagli altri siti web.
Luigi Manconi è un parlamentare del Pd, presidente della Commissione Diritti Umani del Senato, e presidente dell’associazione A Buon Diritto, che si occupa dei diritti delle persone private della libertà.
Tre mesi fa il Comune di Roma ha approvato una mozione per chiedere la chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria. Si è trattato di un atto simbolico, che al momento non ha avuto conseguenze.
A febbraio un corteo organizzato dalle associazioni antirazziste e dai movimenti per il diritto ad abitare è arrivato fino alle recinzioni del centro di espulsione romano. Negli stessi giorni erano in corso le espulsioni degli stranieri che alcune settimane prima avevano partecipato alla protesta delle bocche cucite.

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