Quattro imbarcazioni

La delegazione di parenti dei dispersi giunta nei giorni scorsi dalla Tunisia sta cercando tracce dei passeggeri di 4 imbarcazioni, partite tra il 1 e il 29 marzo 2011, e presumibilmente approdate in Italia. I loro familiari non si sono più fatti sentire, quindi loro presumono che si possano trovare ancora nei Centri di Identificazione ed Espulsione o nelle carceri italiane. La missione è stata organizzata in maniera congiunta da un comitato nato per questo scopo in Tunisia, e da alcune associazioni italiane e tunisine: il gruppo Le Venticinqueundici di Milano, Tunisia Libera di Tunisi, Tunisini Di Parma e ZaLab.
In alcuni casi i dispersi sono stati riconosciuti nelle immagini dei telegiornali italiani, che riferivano dell’arrivo a Lampedusa del barcone. In altri casi ci sono state delle telefonate da parte di coloro che erano a bordo, per raccontare che le coste italiane erano in vista. In tutti e quattro i casi non ci sono segnalazioni di naufragio. Eppure le persone che erano a bordo non hanno più contattato le loro famiglie.
Ora i loro parenti chiedono al Governo italiano di poter confrontare le impronte digitali dei dispersi, raccolte in Tunisia al momento del rilascio della carta d’identità, con quelle delle persone che sono state soccorse e poi rinchiuse nei centri di accoglienza o di espulsione. Sembra che gli onorevoli Turco e Bressa, del Partito Democratico, abbiano presentato un’interrogazione al Governo il 13 gennaio, in cui chiedevano lumi su questa vicenda. Al momento non sembra che dal Ministero siano arrivate risposte.
Napoli Monitor ha scritto un articolo riportando le testimonianze di Federica Sossi, di Venticinqueundici e Storie Migranti, e Wejdane Majeri, dell’associazione Pontes. Il Manifesto, qualche giorno fa, ha pubblicato una lettera scritta dal Sottosegretario presso il Ministero delle Migrazioni tunisino e rivolta al governo Monti. Il politico tunisino dice che questa questione dei dispersi è una priorità, e chiede al governo italiano “tutta la collaborazione necessaria per fare luce sulla sorte di questi cittadini tunisini scomparsi”.
La delegazione, sei persone in tutto, è giunta in Sicilia nei giorni scorsi. E’ loro intenzione girare i Cie italiani alla ricerca dei loro familiari. Finora hanno visitato il Cie di Trapani, e hanno ricevuto una pessima impressione. Sul blog delle Venticinqueundici è stato pubblicato un video con la loro testimonianza.

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