Formazione per giornalisti

Si svolgerà il 18 febbraio a Bologna il prossimo incontro di formazione per giornalisti nell’ambito della campagna LasciateCIEntrare. Tema dell’incontro, i Centri di Identificazione ed Espulsione e i Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo. Tra gli organizzatori, la giornalista Raffaella Cosentino. E’ previsto un intervento del blogger Gabriele Del Grande, in collegamento via Skype.
La campagna LasciateCIEntrare è nata dopo che nell’aprile scorso l’allora Ministro dell’Interno Maroni aveva imposto con una circolare il divieto ai giornalisti di entrare nelle strutture in cui venivano smistati i migranti, per non intralciare le operazioni nel corso dell’emergenza sbarchi. Da meno di due mesi il nuovo ministro Cancellieri ha revocato il divieto. Tuttavia i giornalisti entrano senza avere la più pallida idea di quali possano essere i problemi che troveranno all’interno. Non notano ciò che dovrebbero notare, e non pongono le domande che dovrebbero porre. Anche per questo vengono organizzati questi incontri, che vedono la collaborazione della Federazione Nazionale Stampa Italiana e dell’Ordine Nazionale Giornalisti.
Su Confini Online è stato pubblicato il programma completo dell’iniziativa. Una parte del testo era già stata pubblicata in passato su altri siti web. Evidentemente si suppone che chi dovrebbe sapere quelle cose ancora non le sa. Nel comunicato si possono leggere tre esempi di cosa può accadere nei Cie: la reclusione di minorenni, di donne vittime di violenza o di persone in possesso di visto Schengen.
Nei giorni scorsi lo stesso commissario straordinario della Croce Rossa, associazione che gestisce almeno due Cie in Italia, ha detto di fronte al comitato Schengen che i Cie sono “inadeguati”, visto anche il prolungarsi dei tempi di detenzione. In origine dovevano servire per un mese di reclusione, rinnovabile una sola volta, mentre ora potrebbero essere usati per trattenere i migranti fino ad un anno e mezzo, senza che ce ne sia motivo, e senza che le strutture siano state adattate a tempi di detenzione così lunghi.

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