40 attivisti a processo

La procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio di 40 persone, per lo più attivisti di area anarchica, per una serie di dimostrazioni che tra il 2008 e il 2009 sono sfociate in atti di vandalismo e tafferugli con le forze dell’ordine. Lo scrive il sito VideoPiemonte.it, che, ha dispetto del nome, non ha nessun video per illustrare la notizia, né foto. La notizia non viene ripresa da nessun altro sito web.
Tra gli episodi che verranno valutati nel corso del processo ci sono anche le contestazioni contro il Cie, la Croce Rossa e la Lega Nord, oltre all’interruzione di un comizio e al lancio di letame nel ristorante del Cambio.
In tutto, gli indagati sono 78.
L’episodio del ristorante risale al marzo del 2009. I presunti responsabili sono stati colpiti da arresti e perquisizioni nel febbraio dell’anno scorso. 3 erano finiti in carcere, per altri 3 erano stati disposti i domiciliari, mentre per uno era stato disposto il divieto di dimora. 23 le perquisizioni effettuate in tutto in quell’occasione dalle forze dell’ordine, tra cui anche una nella sede di Radio BlackOut, punto di riferimento dell’area antagonista torinese.
Al momento sui siti antagonisti non si trovano dettagli su questa vicenda.
Altri attivisti sono coinvolti in un altro processo a Monza, per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Anche loro per un episodio risalente al 2009. I cinque si trovavano lì per contestare una celebrazione della Croce Rossa Italiana. Rifiutatisi di mostrare i documenti alla polizia municipale, erano stati coinvolti in un parapiglia, al termine del quale erano stati arrestati.
La Croce Rossa viene spesso contestata dagli attivisti dell’area antagonista, per la sua gestione di due Cie del nord Italia, quelli di Milano e Torino.
A gennaio era prevista la sentenza nei confronti di alcuni anarchici torinesi, accusati di avere fatto delle scritte sui muri contro la Cri. La pena prevista era una multa di mille euro. Nessuno ha raccontato come è andata a finire.
In questi giorni in Piemonte la situazione è tesa anche per via delle operazioni che sono state eseguite a carico di attivisti No Tav.

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