Che fine hanno fatto le donne?
Rashida Manjoo, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza di genere, si è detta stupita, dopo avere visitato l’Italia, di non avere incontrato donne provenienti dal Nord Africa nei Cie.
Ne ha trovate solo alcune nei centri antiviolenza e in carcere.
Si chiede dove siano le altre.
L’informazione è contenuta in un articolo pubblicato sul sito del Manifesto, a firma di Luisa Betti.
L’articolo è stato scritto dopo la conferenza stampa, e vuole fare il punto sull’anteprima del rapporto che la Manjoo presenterà al Consiglio dei Diritti Umani, che si svolgerà a giugno prossimo.
Rashida Manjoo è un avvocato della corte suprema del Sudafrica. Si occupa di violenza contro le donne per conto delle Onu a partire dal 2009.
Il Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu, a cui presenterà il rapporto, è nato nel 2006, sulla base di una Commissione esistente già dal 1946, ma con poteri più limitati.
Il Consiglio ha lo scopo di supervisionare il rispetto e le violazioni dei diritti umani e informarne l’opinione pubblica mondiale.
Rachida Manjoo è rimasta sorpresa anche della proposta di legge attualmente allo studio del parlamento per permettere ai bambini di restare in carcere con le madri fino ai sei anni di età, anziché fino ai 3.
A lei sembra più sensato proporre pene alternative, come la detenzione domiciliare.
Il Manifesto non pubblica una foto della relatrice, ma una foto standard di persone con candele in mano.
A quanto pare in diverse città italiane i gruppi femministi stanno preparando fiaccolate per commemorare Stefania Noce, uccisa a coltellate dall’ex fidanzato il 26 dicembre scorso.
Scrive Il Manifesto che nei giorni scorsi, grazie all’onorevole Rosa Calipari, è stato presentato a Montecitorio un rapporto ombra, redatto a luglio da varie associazioni, che accusa l’italia di inadempienza nei confronti di una convenzione ratificata 27 anni fa dall’Italia, per l’eliminazione della discriminazione nei confronti delle donne.