Tmnews visita il Cie
L’agenzia Tmnews ha visitato il settore femminile del Cie di Ponte Galeria, vicino Roma.
Il servizio ha una durata di un minuto e 37, le persone intervistate sono tre. Una ragazza yugoslava, una senegalese, e una marocchina.
Quest’ultima è Nadia, la diciannovenne romana che è rimasta al Cie per due mesi, dopo che il padre non le aveva rinnovato il permesso di soggiorno, e che ora è uscita con un permesso di soggiorno per motivi di giustizia. A questa storia Tmnews ha dedicato un intero servizio, che abbiamo già visto ieri (ma che non è linkato con questo filmato)
La prima donna intervistata viene dalla ex-Yugoslavia. Afferma di saper parlare solo italiano e francese, e un po’ di zingaro. In caso di rimpatrio non saprebbe come chiedere un pezzo di pane nella lingua del suo paese. Confessa di essere sempre stata una ladra, ma spera di cambiare mestiere.
L’altra persona intervistata è una ragazza senegalese di 22 anni. Le fanno dire solo poche frasi, a proposito del fatto che non ci sarebbe problema ad andare dal medico, e del fatto che il tempo di permanenza nel Cie sarebbe di quattro-sei mesi. Pochi secondi, da cui è abbastanza difficile capire a cosa si stia riferendo.
Le sue parole sono: “Qua non c’è problema. Ci vuoi andare al dottore? Andare al dottore. Tutti”.
Le interpretazioni sono due. Quella benevola è che c’è assistenza medica per tutti. L’altra è che i lunghi tempi di permanenza causano depressione, per la quale i migranti vanno dal medico a chiedere medicinali. Alcune associazioni avevano notato, in alcuni Cie italiani, la somministrazione di grandi quantità di farmaci psicotropi senza prescrizione specialistica. Per tutti, senza problemi, appunto.
Subito dopo la ragazza parla di sei mesi di permanenza e conclude dicendo “No buono”.
Dopo che il nuovo Ministro dell’Interno Cancellieri ha concesso alla stampa di entrare nei Cie, già il Tg2 era entrato a Ponte Galeria ad intervistare i reclusi. Anche in quel caso però non era stato realizzato un documentario, ma un servizio di poco più di un minuto. Una durata che si rivela abbastanza inadeguata a rendere l’idea della complessità della situazione nel Cie, specie se si tratta di un servizio sporadico anziché di una copertura costante di quanto avviene in queste strutture.