Il ritorno di De Corato
Riccardo De Corato è l’ex vicesindaco e assessore alla sicurezza del Comune di Milano. Quando era in carica era un convinto sostenitore della realizzazione di un secondo Cie in Lombardia, nei pressi dell’aeroporto di Malpensa. Ora, approfittando di una nuova rivolta presso la struttura di via Corelli, ha rilanciato la sua idea anche col nuovo ministro dell’Interno Cancellieri.
De Corato ha annunciato alla stampa che chiederà alla Cancellieri dov’è finito il Piano Maroni per la realizzazione dei nuovi Cie, uno dei quali potrebbe essere realizzato nei pressi dell’aeroporto “magari in uno degli hangar abbandonati”.
In realtà Maroni non aveva mai dato la priorità alla Lombardia. L’ex ministro intendeva realizzare dei centri di espulsione nelle regioni che ne erano sprovviste, e ne aveva individuate quattro. Non appena spuntava il nome di una località in cui allestire la struttura, le proteste da parte della popolazione locale e degli amministratori, anche quelli di centrodestra, erano tali da bloccare il progetto.
Dei quattro centri preventivati, non ne è stato realizzato neanche uno.
L’idea di ospitare gli immigrati in un hangar abbandonato difficilmente verrà accolta favorevolmente dagli addetti ai lavori, anche tenuto conto del fatto che proprio il governo di centrodestra ha portato il tempo massimo di detenzione nel Cie a 18 mesi. Le condizioni di reclusione sono una delle cause delle rivolte. Un hangar non è il posto migliore in cui rinchiudere delle persone per un anno e mezzo.
La rivolta scoppiata a via Corelli, secondo quanto riferito dal Giornale, sarebbe nata nel corso di una perquisizione da parte delle forze dell’ordine. Gli agenti volevano requisire oggeti con cui i reclusi possono compiere atti di autolesionismo, tra cui le batterie dei cellulari.
Gli stranieri hanno reagito, incendiando i materassi. Un paio di ore più tardi la situazione è tornata alla calma.
Il Giornale riferisce che 26 o 27 persone sono state arrestate e trasferite nel carcere di San Vittore.
Milanox ipotizzava altri trasferimenti, tenuto conto del fatto che un intero settore composto di cinque camerate sarebbe stato dichiarato inagibile.