Visita a Palazzo San Gervasio
Gli onorevoli Jean Leonard Touadì, Rosa Calipari (Pd) e Giuseppe Giulietti (Gruppo Misto) hanno visitato il Cie temporaneo di Palazzo San Gervasio, provincia di Potenza. Nato come tendopoli per garantire l’assistenza ai migranti sbarcati al Lampedusa nei primi mesi di quest’anno, il centro è stato trasformato in una struttura in cui i migranti sono rinchiusi in attesa di espulsione. Le decisioni sono state prese dal governo senza il coinvolgimento delle autorità locali. Dopo la visita i parlamentari hanno chiesto la chiusura del centro, in quanto viola la costituzione italiana.
A seguito dei parlamentari c’era un nutrito gruppo di giornalisti. Sulla base della circolare del primo aprile, non sono stati fatti entrare nella struttura. Si sono limitati a puntare i loro obiettivi in qualche fessura nella recinzione, e ad intervistare i politici dopo la visita. Questi ultimi hanno ribadito che il governo dovrebbe anche ritirare questa circolare che impedisce alla stampa di fare il proprio dovere.
I politici sono potuti entrare grazie alla legge che stabilisce per loro il diritto di visitare i luoghi di detenzione, anche senza preavviso. In realtà nelle ultime settimane alcuni parlamentari si sono visti negare l’accesso ai Cie, in base ad ordini provenienti direttamente dal minsitero. E’ capitato anche che venisse impedito l’ingresso agli avvocati che dovevano curare i ricorsi da parte dei migranti. In alcuni casi l’ingresso è stato consentito solo dopo un’intera giornata passata ad aspettare.
In questi giorni il consiglio dei ministri, nell’intento di adattare la legge italiana alla normativa europea e alle sentenze che hanno cancellato il reato di clandestinità, ha portato il tempo di reclusione massimo nei Cie da 6 a 18 mesi. Già una volta il termine era stato triplicato (da 2 a 6 mesi). In passato le forze dell’ordine si sono lamentate delle loro condizioni di sicurezza. Trascorrendo lunghi periodi di inattività, in strutture non progettate per la detenzione, i migranti hanno tempo di organizzare rivolte e tentativi di evasione. Il Cie temporaneo di Santa Maria Capua Vetere è stato chiuso dopo neanche due mesi, a causa degli scontri con le forze dell’ordine e dell’incendio della tendopoli.
Nelle immagini di Tg Basilicata, gli immigrati sono una presenza silenziosa, lontana dietro le recinzioni. L’onorevole Calipari, intervistata all’uscita a proposito delle richieste dei migranti, ha risposto che la richiesta è una sola: la libertà. Lo stesso desiderio è stato espresso dai reclusi degli altri Cie da lei visitati. Le persone rinchiuse in queste strutture non hanno commesso nessun reato. Sono solo entrate clandestinamente in Italia, esattamente come tanti loro connazionali hanno fatto prima del 5 aprile. Chi è arrivato prima di quella data, ha ricevuto un permesso umanitario valido sei mesi. Chi è arrivato dopo, è dietro le sbarre in attesa di espulsione.