C’è ancora il reato di clandestinità?

La direttiva europea sui rimpatri sta producendo i suoi effetti nei tribunali italiani, anche se solo i mass media locali e gli addetti ai lavori sembrano essersene accorti.
Melting Pot esamina due casi che riguardano il tribunale di Milano e di Cagliari, e una nota diramata dalla procura della Repubblica di Firenze.
In discussione c’è l’articolo che prevede il reato di clandestinità, e la relativa pena.
Il Tribunale di Milano chiede alla corte di Giustizia dell’Unione Europea, se alcuni articoli della direttiva non siano in contrasto con il reato di clandestinità previsto dalla legge italiana.
Scrive Melting Pot: “Nessun ostacolo applicativo verrebbe in essere se nel contesto della procedura di rimpatrio, un soggetto venisse arrestato, sottoposto a misura cautelare e poi condannato ad una pena detentiva con condanna passata in giudicato, in merito ad un fatto di reato (per esempio un ipotesi di spaccio, furto o rapina) commesso prima o durante la procedura di rimpatrio e completamente avulso dalla stessa”.
Nei giorni scorsi il vicesindaco di Milano aveva parlato di “strumenti spuntati” nei confronti degli irregolari che delinquono.
Secondo il giudice milanese, il tempo che un clandestino trascorre in carcere per reati diversi da quello di clandestinità, non va inserito nel conteggio del trattenimento finalizzato all’espulsione. Ma se un irregolare viene condannato a cinque anni di prigione per la sua condizione di clandestinità, si eccede il limite massimo di 18 mesi di trattenimento fissato dalla Direttiva.
Il Tribunale di Cagliari ha assolto dal reato di clandestinità un senegalese impossidente. Nella sentenza però ci sono numerosi riferimenti al fatto che la procedura prevista dalla legge italiana è in contrasto con quella europea. Si parla anche di “abolitio criminis”.
Secondo la nota diramata a Firenze, viene a mancare il contenuto cardine del reato di inottemperanza all’ordine di allontanamento del questore.

Una Risposta to “C’è ancora il reato di clandestinità?”

  1. SECONDO ME VANNO PUNITI SOLO QUELLI CHE CREANO PROBLEMI COME RUBARE AL PUBLICOECC ECC QUELLI BRAVI VANNO AIUTATI NON ESPULSI PERCHE CI SONO TANTI ITALIANI CHE SONO PEGGIO DI LORO IO HO UN FRATELLO ITALIANO CHE E UN DELINQUENTE COSA BISOGNAFARE CACCIARE ITALIANI CHE CERTE VOLTE LA MAGGIOR PARTE RUBANO E CACCIARE ANCHE I POLITICI E FARE UNNITALIA SENZA LADRI

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