Anche Brescia applica la Direttiva
Il procuratore della Repubblica di Brescia ha inviato una circolare nella quale detta le nuove linee guida da applicare in materia di immigrazione clandestina. Gli stranieri irregolari che non hanno ottemperato ad un decreto di espulsione non saranno arrestati. Questo perché dal 24 dicembre scorso la legge italiana entra in contrasto con la normativa europea sui rimpatri, e quest’ultima prevale. Le forze dell’ordine sono state informate che non verrà riconosciuto automaticamente il reato di clandestinità. Allo straniero fermato potrà essere dato fino ad un mese di tempo per abbandonare il territorio italiano. Non ci sarebbe, in questo caso, divieto di reingresso.
Il problema sorge se lo straniero accetta questa opzione, ma poi non abbandona lo stato italiano. In questo caso potrebbe scattare l’espulsione forzata. Il guaio è che l’Italia non si è adeguata alla normativa europea. Quindi, la Bossi-Fini e i pacchetti sicurezza in parte non sono più in vigore, ma non sono state stabilite le nuove procedure.
Finora il caos normativo ha fatto notizia solo sulle testate locali. Quelle nazionali si stanno occupando del caso Ruby, e non si sono ancora rese conto di quello che sta accadendo. Non sembra che il parlamento si stia dando da fare per sistemare la questione.
Oggi gli avvocati bresciani sono in sciopero, per protestare contro la mancanza di risorse e la violazione dei diritti fondamentali delle persone, oltre ai continui attacchi al sistema giustizia.
I penalisti che hanno visitato il carcere di Brescia hanno detto che i detenuti vivono in condizioni disumane. In un carcere da 200 posti sono state stipate 500 persone.