La direttiva a Genova e Firenze
Il sostituto procuratore di Genova Francesco Pinto ha iniziato a disapplicare la normativa italiana in materia di espulsioni. Un senegalese, arrestato per non aver ottemperato ad un precedente ordine di espulsione, è stato scarcerato. A Firenze il Procuratore Capo ha diramato una circolare in cui invita a non arrestare più alcun immigrato per il reato di clandestinità, limitandosi alla denuncia del suo stato di irregolare. Sarà il magistrato a valutare il provvedimento da adottare in seguito.
A portare il caos nei tribunali italiani è stato lo scadere del termine di recepimento della direttiva europea sui rimpatri, il 24 dicembre scorso. Il parlamento non ha uniformato la legge italiana a quella europea. Quindi, pur non essendo stata abrogata la Bossi-Fini, i magistrati sono autorizzati a disapplicarla.
A tutto questo si aggiunge una sentenza della corte costituzionale, anche questa venuta fuori a dicembre scorso, che prevede che se un irregolare non ha i mezzi per allontanarsi dall’Italia, ha un “giustificato motivo” per non ottemperare ad una espulsione nei suoi confronti. Le forze dell’ordine hanno già ricevuto istruzioni: è inutile arrestare clandestini poveri, perché non saranno incriminati per reato di clandestinità.
L’Italia rischia di subire procedure di infrazione da parte dell’UE. Impegnati nel quotidiano battibecco, i leader politici non hanno ancora trovato il tempo di attirare l’attenzione su questo problema.